Cascina Granzetta, quando la passione dei non-professionisti dà buoni frutti

 

“È un modo semplice per ritrovare la fiducia in sé stessi, basato sul senso di responsabilità derivante dall’accudimento di un essere vivente come le nostre bovine”. Così ci spiegava, a proposito del particolarissimo percorso riabilitativo praticato qui alla Cascina Granzetta di Siziano (Pv), Don Chino Pezzoli, fondatore della Cooperativa sociale Promozione Umana (vedi Allevatori Top numero 7/2021: ndR). Rieccoci, infatti, in quella che è solo una delle proprietà agricole della cooperativa, da lungo tempo adibita a comunità di recupero per chiunque intenda lasciarsi alle spalle, attraverso un percorso di rieducazione al lavoro, la dipendenza da droghe, alcool o gioco. Ed è tra le Frisone della Cascina Granzetta che ritroviamo il capostalla, Alfred Sinka: “Qui da noi – ribadisce subito Alfred – l’obiettivo principale non è mungere latte, quanto piuttosto rieducare al lavoro e al rispetto delle regole il gruppetto di 8-10 ragazzi che stanno affrontando qui in allevamento il loro percorso riabilitativo. L’ordine e la pulizia che trovate dappertutto sono la concreta dimostrazione del fatto che la priorità dei nostri ospiti sia appunto quella di tornare a stare alle regole. Ma la stessa identica cosa vale anche per chi è quotidianamente impegnato nel nostro caseificio, o nelle altre attività della nostra cooperativa”.

 

Al centro: Giuseppe Barbieri di Tecnozoo tra il capostalla Alfred Sinka (a sinistra) e Stefano Toniolo

 

Passione autentica

Ciò non vuol dire, però, che la mandria allevata in cascina sia abbandonata a sé stessa, un ingombrante ma docile mezzo per arrivare a un fine più alto: a furia di pulire le stalle, di dare da mangiare alle bovine e di assistere ai parti, è inevitabile che qualcuno degli ospiti della comunità venga contaminato dalla passione per le vacche. Una passione che, come ci diceva anni fa Don Chino, ha molto a che fare con il sentirsi responsabili di questi meravigliosi animali. Come nel caso di Stefano Toniolo: “Sono qui dal novembre del 2023 – ci racconta – e prima di allora facevo un altro mestiere. Ma stando qui, ho scoperto che lavorare con le vacche, accudirle e fare di tutto per il loro benessere, mi piace moltissimo. Al punto che una volta ultimato il mio percorso e uscito dalla comunità, mi piacerebbe poter continuare”.

 

Prendersi cura delle vacche da latte è parte integrante del percorso di recupero

 

Ottimi risultati

E quando c’è la passione, i risultati non possono che arrivare: “nell’ultimo anno – conferma Alfred, un altro ex-ospite della comunità colto dal fuoco sacro per l’allevamento bovino – abbiamo munto tra le 50 e le 65 frisone, ma nella mandria abbiamo 5 o 6 soggetti da paura, da 90-91 punti e da 80 litri di latte al giorno. Le produzioni medie? Nelle torride settimane di luglio, sulle canoniche due mungiture quotidiane, abbiamo prodotto una media giornaliera di 38 litri per vacca, al 4,25% di grasso e al 3,80% di proteina, con cellule somatiche ferme a 60-80mila unità/ml”. Tutto ottimo latte che viene in parte trasformato nel caseificio interno alla cascina (tra i cui cavalli di battaglia vi è uno straordinario Taleggio Dop) e in parte viene venduto alla Cooperativa Abbiatense (destinazione finale: Sterilgarda).

“Sono tutti contentissimi della qualità del nostro latte. Non fa naturalmente eccezione il nostro capo-casaro, Gaetano Scatà”.

 

Nelle torride settimane dello scorso luglio, le vacche della Cascina Granzetta hanno prodotto una media 38 litri al giorno (su 2 mungiture), al 4,25% di grasso e al 3,80% di proteina, con cellule somatiche ferme a 60-80mila unità/ml

 

Salute della mandria

Genetica di eccellenza, ambiente (raffrescato) a misura di benessere bovino e alimentazione di prim’ordine: questi gli ingredienti del successo conseguito dallo staff di non-professionisti della Cascina Granzetta. “Le nostre vacche – puntualizza Alfred a questo proposito – sono da sempre alimentate a materie prime e integratori, con il supporto ormai più che decennale della Tecnozoo Spa di Piombino Dese (Pd). I risultati? Davvero ottimi. E non parlo soltanto delle produzioni: da quando, per esempio, offriamo alle vacche in close-up la razione formulata dal dottor Giuseppe Barbieri (tabella 1), non abbiamo più avuto un solo caso di dislocazione abomasale o di altre malattie del post-parto. Per cui le vacche partono veramente benissimo e tornano in ciclo regolarmente. Mi correggo, l’ultimo caso di ritenzione placentare risale a non più di un anno fa, ma è perchè la vacca ha partorito due gemelli”.

Visto? La passione per le vacche porta spesso a grandi risultati. Se poi trovi il partner giusto, i grandi risultati sono addirittura garantiti.

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