Con Tecnozoo per non sentirsi più “uomini soli al comando”

Ne è stato munto di latte, negli ultimi 50 anni, alla Cascina Palazzo di Spineda (Cr). Fin da quando – e parliamo del 1973 – i fratelli Maccagnola si sono insediati in questo antico casolare circondato dai prati stabili con una quindicina di Frisone, stabulate in posta fissa. Di lì a soli 2 anni Francesco e Bruno Maccagnola portano a 100 gli effettivi della loro mandria di lattifere, e nel 1984 sono tra i primi in zona a passare alla stabulazione libera, con sala di mungitura 10+10 e razione unifeed preparata e distribuita per mezzo del carro trincia-miscelatore.

“Di lì in avanti – ci racconta Cristian Maccagnola, figlio di Bruno e socio dell’agricola Palazzo insieme allo zio, a due cugini e a un nipote – le vacche sono via via aumentate di numero, grazie alla sola rimonta interna, fino ad arrivare alle attuali 330 bovine in lattazione. Che se fino a qualche anno fa erano allevate tutte qui in cascina, a partire dal 2021, per garantire sia a loro che a noi operatori maggiori livelli di benessere, sono state distribuite nei due siti aziendali: qui a Spineda, infatti, oggi alleviamo il gruppo più consistente di vacche adulte e tutta la rimonta, mentre nella nuova stalla di Rivarolo Mantovano mungiamo al robot 110 vacche, allevate in condizioni di massimo comfort”.

Da sinistra: Filippo, Stefano, Cristian e Alessandro Maccagnola All’appello manca solo Bruno, ancora attivo in stalla a dispetto delle sue tante primavere
A metà degli anni ’70, i fratelli Francesco e Bruno Maccagnola erano arrivati a mungere 120 vacche in posta fissa

 

Raccolta dati

Contestualmente alla “svolta benessere” – ci racconta ancora Cristian – la famiglia Maccagnola affronta un altro importante snodo della propria avventura imprenditoriale: “fino al 2021 Pierantonio Boldrin e Alessandro Finardi di Tecnozoo seguivano soltanto l’alimentazione delle asciutte. Ma all’epoca, per quanto riguardava la gestione delle vacche in latte, al momento delle decisioni mi sentivo abbandonato a me stesso. Mi chiedevo in continuazione se fosse giusto o sbagliato quello che stavo facendo e come avrei potuto migliorare le performance aziendali. E fu così che partecipando alle riunioni tecniche di Tecnozoo, ho potuto apprezzare la grande professionalità del dottor Boldrin, ovvero non soltanto le sue vaste conoscenze tecniche, ma anche il suo modo di lavorare, incentrato sulla raccolta-dati. Ecco perché 5 anni fà abbiamo deciso di affidarci allo staff Tecnozoo anche per ciò che riguarda la razione della lattazione”. Aderendo così al programma “One Farm”, attraverso cui Tecnozoo offre ai propri clienti un sistema di assistenza completa in campagna e in allevamento (gestione dei seminativi, della mandria e della salute) fino a dare una vera e propria consulenza finanziaria per una ottimale conduzione dell’azienda agricola. “Quanto alla razione della lattazione – riprende il nostro interlocutore – essa è al momento costituita dalla componente foraggera (silomais, insilato di frumento, fasciato di medica e fieno di medica) a cui si affiancano le farine di mais e soia, un mix di materie prime e infine l’integrazione Tecnozoo.

L’unifeed delle vacche in lattazione è integrato con Top Galac di Tecnozoo e contiene un mix di materie prime integrato con Agenor di Tecnozoo

 

“La miscela di soia, polpe e altri ingredienti – precisa Alessandro Finardi, che insieme al referente marketing di Tecnozoo Giuseppe Barbieri, ci accompagna in questa visita in cascina – è integrata con Agenor, una premiscela di acidi organici e principi fitoterapici prodotta e commercializzata dalla nostra azienda, prima di tutto per contrastare gli effetti dello stress da caldo; ma qui, visti i risultati, Agenor viene mantenuta in formula per tutto l’anno. Per quanto riguarda poi l’integrazione della razione unifeed delle vacche in lattazione, nel carro viene aggiunto 1,5 kg per capo al giorno di Top Galac. Le asciutte vengono infine alimentate con una razione a secco, integrata con il nostro Premio Close-Up”.

E quando chiediamo a Cristian Maccagnola qualche dettaglio sugli effetti della “cura Tecnozoo”, la sua risposta non dà adito a dubbi: “i deperimenti che osservavamo anni fa nelle vacche in asciutta non si sono più verificati, e anche le patologie tipiche del post-parto come ad esempio le ritenzioni placentari sono crollate. Oggi gli animali partono decisamente meglio di un tempo, non manifestano alcuna difficoltà nel rimanere gravidi, e nel corso della lattazione mettono a segno produzioni decisamente migliori: oggi, nei nostri tank refrigerati, confluiscono 6-7 quintali di latte al giorno in più, a parità di numero di vacche”.

Le asciutte vengono alimentate con una razione a secco, integrata con Premio Close-Up di Tecnozoo

 

L’appetito vien mangiando

E sull’onda di questi successi, la famiglia Maccagnola pensa già ai prossimi obiettivi: “non intendiamo spingere, come hanno fatto altri colleghi in zona, sul numero di vacche, ma preferiamo continuare a dare maggiore benessere sia a noi stessi che alle nostre vacche investendo in nuovi spazi e in nuove tecnologie. L’idea – conclude Cristian – è trovare presto un’altra stalla, in cui allevare un’altra parte delle lattifere attualmente allevate qui in cascina”.

La Fortuna aiuta i coraggiosi, dice il detto.

La sede di Rivarolo Mantovano, edificata nel 2021, ospita 110 vacche munte da due robot. Nella sede storica dell’azienda, vengono invece munte in sala 220 vacche
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