Milk Monitoring, liberi di sapere

di Serena Soffiantini

C’è un nuovo pianeta nell’universo SenseHub®, il sistema di sensoristica e analisi dei dati di MSD Animal Health: si chiama Milk Monitoring ed ha una doppia anima. Scopriamo insieme perché…

Molti allevatori hanno imparato a conoscere e a fare affidamento sulle potenzialità e sull’affidabilità dell’ecosistema SenseHub® di MSD Animal Health: una soluzione modulabile di raccolta dati che integra strumentazione hardware, software e cloud. In pratica include dispositivi di sensoristica e monitoraggio (collari) che raccolgono dati relativi allo stato generale del singolo animale (“indice-salute”: attività ruminale, attività motoria; irrequietezza, tempo di ingestione e iperventilazione) e li trasmettono tramite un’interfaccia cloud a un’applicazione che fornisce informazioni di sintesi direttamente su una app per smartphone.
Da qualche mese, a questo sistema può essere affiancato Milk Monitoring che, fedele al suo nome, fornisce informazioni su mungitura e lattazione del singolo capo. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Intini, Key Account Manager e Coordinatore Tecnico di MSD Animal Health.

Milk Monitoring può essere inserito in qualsiasi impianto di mungitura ed è interamente gestibile dalla app sullo smartphone. È tuttavia possibile anche montare un monitor industriale touch-screen in sala di mungitura, a prova di sporco, urti e resistente all’acqua; l’interfaccia, consultabile direttamente dalla fossa, può essere impostata in tutte le lingue del mondo (ad esempio in punjabi…)

Massima compatibilità

“Per essere precisi – chiarisce subito Intini – Milk Monitoring è un sistema complementare al resto di SenseHub®, ma allo stesso tempo è del tutto indipendente. Questo significa che esprime il suo massimo potenziale in sinergia con la sensoristica a collare di SenseHub®, ma di fatto può essere utilizzato anche senza di essa. In questo caso, per l’identificazione del singolo capo alla mungitura, Milk Monitoring utilizza la marca auricolare passiva. Questo fa sì che, di fatto, esso possa essere integrato in qualsiasi impianto di mungitura, sia in termini di casa costruttrice, sia in termini di dimensioni o di livello tecnologico”. Massima compatibilità, quindi.

Grafico su produzione di latte e cellule somatiche combinato con dati comportamentali (ruminazione, tempo di ingestione e attività motoria)

MilkPlus e SCC

“Milk Monitoring – continua il nostro interlocutore – si compone di due distinti sensori che lavorano in modo sinergico, ma al contempo autonomo, quindi sono svincolabili. Il primo è MilkPlus: si tratta di un sensore ottico in grado di rilevare oltre alla quantità di latte prodotto, anche la percentuale di grasso, proteine, lattosio, la conducibilità elettrica ed eventuali tracce di sangue. L’integrazione di questi dati consente di avere visibilità immediata sulle tendenze produttive del singolo animale e dell’intera mandria. Si tratta di informazioni che idealmente
completano quelle fornite dal collare SenseHub® e comunque danno indicazioni su eventuali patologie sub-cliniche (es. chetosi) e sull’effetto della razione sulla produttività. Il secondo sensore è SCC – Somatic Cells Count: esso effettua la conta cellulare ed entro due minuti dall’attacco del gruppo, grazie ad un segnale luminoso a led sulla singola posta, il mungitore sa se le cellule sono nella norma o se vi è una deviazione, senza interrompere la routine di mungitura. Fra l’altro – aggiunge Intini – questa rilevazione è attivabile e disattivabile direttamente da remoto, tramite la app gestionale. Questo consente all’allevatore di utilizzarla in modo ragionato e flessibile: ad esempio, nel caso effettui l’asciutta selettiva, può attivare i 3 controlli mirati sul singolo capo che intende mettere in asciutta, al fine di decidere se è necessaria o meno la somministrazione di antimicrobici”. Tecnicamente, questi sensori sono entrambi in linea, posizionati fra il gruppo e la cisterna, e sono in grado di intercettare il flusso senza creare perturbazioni.
“Comunque – precisa ancora Intini – al nostro cliente viene fornito un check da parte dei tecnici del Servizio Controllo Mungitura (SCM) dell’Aia, grazie al quale viene effettuata una verifica dell’impianto prima e dopo l’installazione, per attestare che tutti i parametri di mungitura rientrino nei limiti previsti dalla normativa Iso”.

L’altra componente di Milk Monitoring è il sensore SCC – Somatic Cells Count, che procede al conteggio delle cellule somatiche

La parola agli ambasciatori

A qualche mese dal lancio, Milk Monitoring ha già fatto capire il suo potenziale a chi lo utilizza. Eccoci infatti presso la Società agricola Fratelli Robiola, “ambassador” di Milk Monitoring, a Caluso (To), dove Paolo e Lorenzo Robiola, (nella foto in apertura, con il papà Sergio) gestiscono un’azienda biologica di circa 500 bovine di razza Pezzata Rossa (220 in latte) che conferisce alla cooperativa di commercializzazione Lait Service. Il latte viene sia trasformato che destinato all’uso alimentare.
“Abbiamo deciso di installare Milk Monitoring – spiega Paolo – perché per esperienza diretta abbiamo visto che più dati si hanno a disposizione e meglio è. Il nostro obiettivo è quello di ottimizzare costantemente i piani alimentari nei vari gruppi di animali. In questo, l’analisi dei dati fornita da MilkPlus ci è di grande aiuto: consente di definire con precisione la razione affinché la qualità del latte sia come la vogliamo. Ma non è tutto. L’altra componente di Milk Monitoring, il sensore SCC – Somatic Cells Count, nel nostro caso diventa particolarmente interessante: tutti gli allevatori devono rispondere alle sempre più rigorose normative su benessere e uso dei farmaci, ma nel nostro caso, essendo la nostra un’azienda bio, abbiamo margini di azione ancora più stretti. SCC – Somatic Cells Count è uno strumento prezioso per la diagnosi precoce sul singolo capo. Esso ci consente di individuare immediatamente alterazioni anche lievi e di intervenire in anticipo, evitando in molti casi l’uso di antimicrobici”.

Entro due minuti dall’attacco del gruppo, grazie ad un segnale luminoso a led sulla singola posta, il mungitore sa se le cellule sono nella norma o se vi è una deviazione, senza interrompere la routine di mungitura

“I dispositivi di Milk Monitoring – osserva Lorenzo – sono stati inseriti nella nostra sala di mungitura 8+8 a spina di pesce: l’installazione è piuttosto semplice, senza stravolgimenti dell’impianto, e il fatto che venga condotta una verifica comparativa prima e dopo il posizionamento dei sensori garantisce ulteriore affidabilità. Dopo questa prova, il sistema può essere messo immediatamente in funzione. Un altro aspetto che per noi è importante è quello dell’assistenza: anche se in effetti ce n’è poco bisogno, essa viene sempre garantita, sia sulla parte software (solitamente tramite interventi da remoto) sia sui dispositivi fisici, e questo ci fa stare ancora più tranquilli”.
“La gestione di tutto il sistema – chiosa Paolo – avviene direttamente dallo smartphone o dal pc, e il monitoraggio giornaliero lo facciamo sia io sia mio fratello. Peraltro, insieme a MSD Animal Health, abbiamo definito un report personalizzato che ci consenta di avere sotto mano tutti i dati che ci interessano in un colpo d’occhio. È davvero molto comodo”. Insomma, difficile farne a meno.

A sinistra: lista animali munti con dati di produzione, grasso e proteine. A destra: lista animali munti con dati di cellule somatiche

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