Ordine e progresso

di Alessandro Amadei

Il primo è, insieme all’ineccepibile pulizia degli animali e degli ambienti, il magnifico biglietto da visita dell’azienda “La Gaia” di Cavallermaggiore (Cn). Il secondo è ciò che la famiglia Camisassi, titolare dell’allevamento, ha saputo imprimere nel corso degli anni alle performance di stalla

Per chi fa il nostro lavoro, è sempre entusiasmante vedere come dopo qualche anno dalla nostra ultima visita, un allevamento da latte riesca a crescere in termini di dimensioni e di performance. Ebbene, con l’azienda “La Gaia” di Cavallermaggiore abbiamo proprio fatto bingo: avevamo lasciato la famiglia Camisassi nell’ottobre del 2019, con 230 vacche in mungitura e una già sontuosa media produttiva di 41 kg per vacca al giorno, e la ritroviamo oggi, in una torrida giornata di inizio estate, con una mandria in mungitura di 380 capi e una media giornaliera di 49 kg di latte. “Nel frattempo è successo – sorridono i fratelli Francesco e Federico Camisassi al nostro ritorno in azienda – che tra il 2022 e la fine del 2023 abbiamo completato i lavori di costruzione della nuova stalla, dove oggi stabuliamo due gruppi di vacche in mungitura e che comprende anche la nuova sala, il box di preparto-parto e il box delle bovine in post parto. D’altra parte era venuto il momento di cambiare: avevamo da poco rinnovato la vitellaia, ma la vecchia sala di mungitura era ormai giunta a fine corsa e la mandria era numericamente in crescita, per cui avevamo bisogno di ulteriori spazi. L’investimento è stato notevole, ma i livelli di benessere animale sono migliorati (punteggio ClassyFarm 98: ndA) e di conseguenza anche le performance hanno fatto un bel balzo in avanti”.

Benessere al top

In effetti, oltre all’ordine e alla pulizia che regnano sovrani in ogni angolo dell’azienda (“è così tutti i giorni, perché riteniamo che questo sia il nostro migliore biglietto da visita”) e alla sensazione di refrigerio che si avverte non appena entrati nella nuova stalla (che per quanto alta, luminosa e ariosa, è anche debitamente raffrescata), a destare l’attenzione del visitatore sono la disposizione spaziale e il comportamento della mandria. “Quando ci chiedono come riusciamo a mungere 50 litri di latte per vacca al giorno, invitiamo il nostro interlocutore a fermarsi ad osservare: all’interno di questa struttura non ci sono mosche che volano e cuccette o parti di stalla inutilizzate, e i nostri animali sono tutti impegnati a mangiare, bere o riposare. Non ci sono bovine in giro a bighellonare”.

La nuova stalla “su misura di benessere bovino” edificata nel 2022-2023. Attualmente la famiglia Camisassi munge 380 vacche

Naturalmente, l’ambiente di allevamento è solo una delle componenti del successo produttivo centrato in questi ultimi anni da “La Gaia”: anche la genetica e il management aziendale hanno il loro bel peso. “Per quanto riguarda la genetica – convengono i fratelli Camisassi – occorre sottolineare l’ottimo lavoro svolto negli anni da nostro padre, Piergiorgio Camisassi: il ricorso esclusivo alla FA risale ormai a 40 anni fa, e da 35 anni a questa parte la nostra azienda si affida ai piani di accoppiamento. Da parte nostra, è da 3 anni che genotipizziamo tutte le vitelle che ci nascono in stalla, in modo tale da tenere per la rimonta e per le fecondazioni con seme sessato solo i migliori soggetti. Così facendo abbiamo anche avuto modo di notare quanto stia correndo il miglioramento genetico: le vitelle selezionate per la rimonta crescono sempre più velocemente e sempre più forti”.

La nuova stalla “su misura di benessere bovino” edificata nel 2022-2023. Attualmente la famiglia Camisassi munge 380 vacche

Gestione del personale

E poi c’è il capitolo management. “Riteniamo che uno dei punti di forza della nostra azienda – rimarcano Francesco e Federico – sia l’organizzazione del lavoro per protocolli e la bella squadra di giovani che abbiamo messo insieme. Noi della famiglia cerchiamo tutti di remare sempre dalla stessa parte, ma ci avvaliamo anche di 7 validissimi collaboratori, di cui 4 dedicati alla mungitura, 2 tuttofare e uno che fa da jolly. In pratica siamo vicino allo standard di un dipendente ogni 50 vacche consigliato dagli esperti di Oltreoceano. Ma questo, per noi, è stato un punto di arrivo dopo anni di errori e delusioni: ci siamo infatti accorti di quanto sia importante che il lavoro di stalla sia considerato un impiego come tutti gli altri, e che quindi lasci al dipendente anche un po’ di tempo libero per sé stesso e per la propria famiglia. Un giorno alla settimana di riposo ci vuole, per tutti: ecco perché abbiamo pensato di assumere anche un jolly, cui spetta il compito di sostituire i colleghi in turno di riposo. D’altra parte se non è così, se operare alle dipendenze di un allevatore non diventa un lavoro come un altro, alla prima occasione il collaboratore ti molla. Questa, almeno, è la nostra esperienza”.

“Ci chiedono come riusciamo a mungere 50 litri di latte per vacca al giorno. La risposta è tutta qui: i nostri animali mangiano, bevono e riposano in cuccetta. Non trovi nessuna bovina in giro a bighellonare”

Obiettivi futuri

In questo momento, qui a La Gaia la mandria di lattifere gira come un orologio svizzero (vedi anche box a pagina 7: ndR) e anche il prezzo del latte pare avviato a una lenta ripresa. Ma si sa, in zootecnia chi si ferma è perduto, e non a caso i Camisassi hanno già in programma un nuovo piano di investimenti: “è da una vita che la nostra famiglia – sottolineano Francesco e Federico – è solita reinvestire gli utili aziendali in quei mezzi o in quelle attrezzature ritenute idonee per la nostra realtà, in stalla così come in campagna. La prossima volta toccherà all’irrigazione, un’operazione che alla luce dei cambiamenti climatici e degli aumentati costi della manodopera e del gasolio, è sempre più cruciale per un’azienda agrozootecnica. L’idea è quindi quella di aumentare la superficie irrigata tramite manichetta o pivot”.

A sinistra, la sala di mungitura da 16+16. Anche qui la pulizia è rigorosa: ogni sera, dopo l’ultima mungitura, viene lavato e disinfettato un pezzo dell’intera struttura. A destra, I fratelli Camisassi sono molto orgogliosi e soddisfatti del buon rapporto instaurato con il personale aziendale. Nella foto l’addetto ai piedi, Singh Ranjatdeep

Quanto ai futuri obiettivi aziendali, il dibattito è aperto: “arrivare ai 49 chili di media – osservano i fratelli Camisassi – è stata una bella impresa, e d’altra parte passare dai 30 ai 39 chili è stato più facile che passare dai 40 ai 49, per cui vedremo se riusciremo a migliorare ulteriormente le medie aziendali. Piuttosto, con le strutture che abbiamo attualmente a disposizione possiamo tranquillamente arrivare alle 600 vacche in mungitura. Ma magari ci fermeremo a 500, cercando però di mantenere i 50 litri al giorno di media: vedremo”.
Una cosa è certa: la prossima volta che noi di Allevatori Top torneremo da queste parti, La Gaia avrà fatto un altro passo avanti. Scommettiamo?

“Per arrivare a mungere tanto ottimo latte, è fondamentale partire con il piede giusto in vitellaia” - “Ogni volta che il prezzo del latte è sceso, il biogas ci ha sempre dato una mano”

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