I numeri uno della materia utile

di Alessandro Amadei

Nel 2025, le frisone allevate da Fabio, Giacomo e Paolo Morenghi hanno prodotto più grasso e proteina di tutte le altre mandrie iscritte al Libro genealogico dell’Anafibj. Un primato in virtù del quale a Fieragricola 2026 questa famiglia di allevatori mantovani si è aggiudicata la prima edizione del trofeo “Materia utile” sponsorizzato da Adisseo. E noi siamo andati a trovarli in stalla…

Chi di voi, in occasione di Fieragricola 2026, ha seguito i lavori del Dairy Show, avrà certamente notato che subito prima delle fasi conclusive della mostra, un gruppetto di allevatori è entrato all’interno del ring per ricevere i premi legati alla seconda edizione del concorso “2good2go” e alla prima edizione del trofeo “Materia utile”.
Entrambi riconoscimenti indetti da noi di Allevatori Top in collaborazione con Anafibj e sponsorizzati in esclusiva da Adisseo. Ebbene, è proprio sul ring di Verona che abbiamo incontrato per la prima volta i fratelli Giacomo e Paolo Morenghi di Canneto s/Oglio (Mn), freschi vincitori insieme al padre Fabio del trofeo “Materia utile”. E a dimostrare ai presenti che il loro latte non è acqua sono i numeri raccolti l’anno scorso, in occasione dei controlli funzionali: nel 2025, sulle 350 vacche munte in azienda, la media produttiva giornaliera è stata di 50 kg di latte, al 4,91% di grasso e al 3,54% di proteina. Il che equivale alla bellezza di 4,2 kg di materia utile prodotta per capo al giorno: più di tutte le altre stalle iscritte a Libro genealogico dell’Anafibj. “Un risultato – esordisce Fabio Morenghi quando all’indomani della fiera andiamo a trovarlo in stalla – che va senz’altro attribuito a un’ampia serie di fattori, tra cui l’alimentazione e la genetica sono senz’altro gli elementi determinanti”.

(Nell’immagine in apertura, la famiglia Morenghi al completo. Da sinistra: Lucia, Maria, Fabio, Paolo e Giacomo)

La stalla della famiglia Morenghi è addossata alle sponde del fiume Oglio, in località Carzaghetto (Mn). Nel 2025 ogni singola vacca dell’azienda Morenghi ha prodotto la bellezza di 4,2 kg al giorno di materia utile

Proteina solubile

Sotto il profilo della gestione alimentare, c’è subito un dato da tenere in considerazione: qui all’azienda Morenghi Fabio e figli S.S. il livello di autosufficienza aziendale non raggiunge il 50% della sostanza secca consumata dalla mandria. “Motivo per cui – ci spiega Fabrizio Ferrazzi, l’alimentarista di fiducia della famiglia Morenghi nonchè cognato di Fabio – i foraggi di auto-produzione vengono affiancati dai trinciati e dalla medica acquistati in campo dai vicini. E a mio modo di vedere uno dei motivi del successo di quest’azienda sta proprio nella qualità del fasciato di medica, che è un’ottima fonte di proteina solubile: al momento della raccolta la medica viene subito trinciata, compressa e avvolta per venire conservata sottoforma di balline molto uniformi e stabili dal punto di vista fermentativo. A completare l’ottima componente foraggera ci sono le farine acquistate sul mercato e il mangime finito, che oltre a fornire i tamponi, i grassi e l’integrazione, apporta ulteriori componenti proteiche, tra cui una soia tostata che è anch’essa una buona fonte di proteina solubile. Il risultato è che la mandria, nonostante un livello di ingestione certamente non esaltante, produce bene e, soprattutto, è molto efficiente nel trasformare le proteine alimentari in proteine del latte. Di conseguenza anche le razioni che formulo risultano ben bilanciate e performanti anche senza che io spinga troppo sulla quota proteica e, di conseguenza, sulla presenza di amidi”.

Al record ha contribuito in larga misura anche la qualità della miscelata messa a punto dall’alimentarista Fabrizio Ferrazzi, cognato di Fabio Morenghi
Grazie al mix di paglia, acqua, calce e carbonato di calcio distribuito in cuccetta, le cellule somatiche vengono tenute costantemente al di sotto delle 200mila unità/ml

Genetica senza eccessi

In materia di scelta dei tori, sono invece i giovani di casa – Giacomo di 29 anni e Paolo di 25 – a illustrarci le strategie adottate in stalla: “in linea generale – spiegano i fratelli Morenghi – possiamo dire che sulla genetica ci lavoriamo e ci investiamo da anni, senza badare troppo al costo delle dosi, ma neanche correndo dietro ai tori genomici ai vertici delle classifiche. Cerchiamo, da sempre, riproduttori forti a titoli, ma senza fissarci troppo su quelli BB per la K-caseina, e in più vogliamo che siano miglioratori per arti e piedi e per le cellule somatiche, con l’obiettivo generale di allevare una mandria di vacche da stalla, magari di taglia contenuta ma produttive e longeve. Da due anni a questa parte, infine, seguiamo il Piano di accoppiamento messo a punto dal nostro più importante fornitore di genetica, più che altro per tenere bassi i livelli di consanguineità”.

Risultati lusinghieri anche in vitellaia, reparto seguito in prima persona da Paolo. “La produzione e la qualità del latte ci soddisfano, le gravidanze ci sono, la rimonta c’è, e riusciamo anche vendere qualche manza e qualche vacca”

Cellule somatiche

Ma se è vero, come dice il detto, che il cavallo ingrassa all’occhio del padrone, anche il management aziendale avrà avuto il suo bel peso, ipotizziamo noi, nell’ottimizzare la qualità casearia del latte di casa. “Si, certo – risponde Fabio – e penso in particolare alle cellule somatiche. Infatti, grazie al mix di paglia, acqua, calce e carbonato di calcio che prepariamo con il carro unifeed e che sparpagliamo in cuccetta una volta a settimana con il distributore a nastro montato sul telescopico, riusciamo a tenere il nostro latte costantemente al di sotto delle 200mila cellule/ml. È un sistema obiettivamente impegnativo, ma oltre ad avere meno cellule nel latte, produciamo di più e ci sono calate le forme di mastite cronica, per cui è diminuito anche il nostro tasso di riforma obbligata e il consumo di antibiotici”. Ma a proposito di cavalli che ingrassano all’occhio del padrone, “la particolarità di quest’azienda – suggerisce ancora Fabrizio Ferrazzi – è l’assidua presenza in stalla di Fabio, Giacomo e Paolo: grazie all’incredibile mole di lavoro da loro svolta e, soprattutto, grazie al loro occhio esperto e alla loro collaudatissima organizzazione, riescono ad ottenere ottimi risultati anche in assenza di tecnologie evolute come software gestionali o sensori per il monitoraggio della mandria”.

La stalla costruita ex novo nel 2020 è oggi adibita a ricovero per vitelle, manze, primipare e asciutte

“Per carità – si schermiscono all’unisono i Morenghi – qualcosa ti scappa sempre, ma con la routine gestionale che abbiamo messo a punto i risultati ci sono, e la mandria gira bene senza farci tribolare. Riusciamo, a turno, anche a concederci un periodo di vacanza. Lo sforzo c’è, è notevole ma in fin dei conti non ci pesa più di tanto, ci siamo abituati. La produzione e la qualità del latte ci soddisfano, le gravidanze ci sono, la rimonta c’è, e nel corso dell’anno riusciamo anche vendere qualche manza e qualche vacca”. Costanza e metodicità: il successo della famiglia Morenghi parte da qui.

I prossimi investimenti? Fotovoltaico su tetto e un nuovo sistema di irrigazione: parola di papà Fabio

Abbonamenti alla rivista
12 numeri all’anno per restare sempre aggiornati!

Torna in alto