di Alessandro Gastaldo – CRPA di Reggio Emilia
Sicuri di sapere proprio tutto su come sia opportuno scolostrare un vitello? Di seguito proponiamo i suggerimenti pratici a domande e risposte dell’Istituto di ricerca irlandese Teagasch
Il colostro è il primo latte prodotto dalla vacca e differisce del latte intero perché contiene molte sostanze importanti per la salute del vitello, quali immunoglobuline (anticorpi), energia, citochine, fattori di crescita e livelli più elevati di vitamine, minerali, grassi e proteine (tabella 1). Il latte di transizione è quello proveniente dalle mungiture successive alla prima e, precisamente, dalla seconda all’ottava mungitura. La gestione del colostro è uno dei fattori più importanti per determinare la salute e la sopravvivenza dei vitelli, i quali devono ricevere una quantità sufficiente di colostro subito dopo la nascita per sostenere la loro crescita e ottimizzare il loro benessere. I vitelli che non ricevono colostro in quantità o qualità adeguate nel momento giusto, saranno più vulnerabili e più esposti al rischio di contrarre infezioni. Addirittura, quelli che ai quali non viene somministrato corrono un rischio maggiore di sviluppare diarrea e hanno una probabilità 74 volte superiore di morire nei primi 21 giorni di vita. Di seguito, vengono riportate alcune indicazioni 2025 dell’Istituto di ricerca irlandese Teagasch, il quale cerca di rispondere sinteticamente ad alcune domande fondamentali sul colostro.
Quantità e velocità
Perché il colostro è importante? Un vitello nasce privo delle immunoglobuline e degli anticorpi necessari a proteggerlo dalle malattie e il colostro è una fonte estremamente ricca di questi anticorpi. La salute del vitello dipende dal corretto trasferimento passivo di questi anticorpi materni presenti nel colostro per difendersi dalle infezioni fino a quando la sua immunità attiva non inizia a funzionare.
Quanto colostro occorre somministrare? La prima dose di colostro deve essere di almeno 3 litri e deve essere somministrata entro le prime 2 ore dalla nascita. Questo garantisce al vitello l’immunità contro le malattie prima che gli organismi patogeni possano insediarsi nel suo intestino. Un parametro importante da considerare per la somministrazione del colostro è il peso alla nascita del vitello. Poiché questo varia a seconda della razza e della durata della gestazione, la regola è quella di somministrare l’8,5% del peso corporeo alla nascita per la prima poppata: per esempio, per un vitello di 35 kg di peso vivo è necessario somministrare circa 3 litri di colostro.
Valutare la qualità
Come viene valutata la qualità del colostro? La qualità del colostro si misura in base alla quantità di immunoglobuline G (IgG) in esso contenuta. La concentrazione di IgG viene considerata: molto buona, se pari a 60 g/l; buona, se pari a 50 g/l; scarsa, se pari a 30 g/l. La qualità del colostro è massima quando viene raccolto subito dopo il parto, mentre il contenuto di immunoglobuline si dimezza già alla seconda mungitura.
Se la qualità del colostro è scadente, non deve essere utilizzato per la prima poppata del vitello. Può invece essere somministrato come seconda o terza poppata. La maggior parte dei metodi utilizzati in azienda per valutare la qualità del colostro prevede la misurazione indiretta della qualità del colostro mediante l’uso di un rifrattometro Brix o di un colostrimetro, mentre la valutazione visiva del colostro non è un metodo accurato per determinarne la qualità. Il rifrattometro è un dispositivo tascabile che utilizza la luce per determinare la densità di un liquido.
Per misurare il colostro, si utilizza un rifrattometro calibrato sulla scala Brix e i valori vengono letti come percentuale. Questo strumento è abbastanza preciso nel misurare i livelli di IgG nel colostro. Un colostro di buona qualità (fresco o congelato) che può essere somministrato ai vitelli come primo pasto deve essere pari almeno al 22%.
Livelli sierici di IgG
Trasferimento delle IgG
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