Come osserva Roberto Bartolini sul portale di Agricoltori Top, con i prezzi di mercato attuali, se si vuole continuare a produrre non rimane che cercare di limitare i costi ed aumentare il più possibile le rese.
Ancora una volta la tecnica colturale può fare la differenza e lo dimostra questa esperienza aziendale di Paolo Montana contoterzista del lodigiano.
Semina delle cover in autunno
Su una superficie destinata al mais, in autunno viene seminato un miscuglio di cover crops, costituito da avena strigosa e senape, e durante l’inverno, nei periodi ammessi, vengono distribuiti 70 t/ha di digestato proveniente dall’impianti di biogas.
Semina del mais in un unico passaggio
In primavera la massa essiccata delle cover viene frantumata con il trinciastocchi e sui residui, in un unico passaggio con Horsh Focus, si esegue lo strip tiller (lavorazione a strisce) si semina e si effettua il diserbo a pieno campo.
Sarchiatura e distribuzione di digestato
Quando il mais è alla sesta foglia, si entra con una botte monoasse che distribuisce 50 t/ha di digestati e che contemporaneamente effettua la sarchiatura nell’interfila, per poter evitare il diserbo di post emergenza.
Risparmio sui concimi e sul diserbo di post
Con questa tecnica, si ottiene un risparmio di circa 600 euro/ha, non avendo distribuito fertilizzanti minerali come l’urea ( costo circa 500 euro/ha) e il diserbo di post-emergenza ( costo: 100 euro/ha).
Il mais si presenta molto bene con un ottino vigore vegetativo e nell’interfila non sono presenti infestanti.
Se l’andamento stagionale decorrerà senza intoppi, si prospetta un gran bel raccolto di trinciato.
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