Un manifesto programmatico per il “biogasfattobene”

Il presente e il futuro della digestione anaerobica agricola sono stati tra i temi clou della decima edizione di Biogas Italy 2026

 

In occasione di Biogas Italy, l’evento annuale del CIB Consorzio Italiano Biogas, giunto quest’anno alla sua decima edizione, è stata tracciata la strada da percorrere affinchè il nostro Paese riesca a raggiungere, di qui al 2030, il suo pieno potenziale produttivo di gas rinnovabile agricolo.

La due-giorni romana si è aperta con un focus sull’attuale quadro geopolitico internazionale e sulla crescente attenzione ai temi di sicurezza e indipendenza energetica. In questo contesto, la filiera agricola è protagonista, offrendo opportunità importanti in termini di alimentazione, energia e fertilizzazione organica.

 

Il contesto internazionale ed europeo

A fornire una fotografia della finanza rinnovabile alla prova delle crisi globale è intervento in particolare Francesco La Camera, direttore generale di Irena, sostenendo che: “Viviamo un momento in cui l’energia è tornata al centro del dibattito globale, non solo come questione climatica, ma come questione di sicurezza, stabilità economica e sovranità strategica. Le tensioni geopolitiche recenti lo confermano con estrema chiarezza: un sistema energetico dominato dai combustibili fossili è inevitabilmente esposto alla geopolitica. In questo scenario, le bioenergie assumono un ruolo strategico e l’Italia rappresenta un esempio particolarmente rilevante, assumendo il ruolo di leader tra i Paesi europei nello sviluppo del biometano, grazie a una filiera agricola avanzata, a un forte coinvolgimento del settore privato e a politiche di sostegno mirate”.

Restando sul piano sovranazionale, a tracciare la prospettiva europea sul settore è intervenuta, in collegamento, Biljana Kulisic, DG Ener della Commissione europea, che ha sottolineato come le bioenergie rappresentino “una via di uscita già pronta e disponibile per l’Europa, in grado di rispondere efficacemente alla crisi energetica e climatica. Come Commissione, potremmo far leva sui tripartite agreement per costruire un concreto percorso di sicurezza energetica nel breve periodo. Inoltre, strumenti come REPowerEU e direttive europee chiave come la RED3, appena recepita anche in Italia, aiuteranno il sistema a definire le nuove norme di supporto fondamentali per lo sviluppo del settore del biogas e del biometano in Europa”. Una prospettiva in linea con le azioni che sta portando avanti anche la European Biogas Association, per la quale è intervenuto il direttore Harmen Dekker, dando conto dei diversi dossier su cui l’Associazione è impegnata a favore del settore a livello europeo.

 

La proposta del CIB

Sul fronte nazionale, se da un lato occorre rendere effettivi tutti gli investimenti promossi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dall’altro è necessario proseguire il percorso di crescita del settore definendo un piano razionale ed efficace di lungo termine, favorendo il raggiungimento della traiettoria delineata dal Pniec con la quale si prevede di raggiungere i 5,7 miliardi di metri cubi al 2030. Serve quindi attivare un piano strutturato di almeno 5 anni che consenta agli operatori agricoli e industriali di programmare e scadenzare gli investimenti, con un sistema flessibile per le connessioni alla rete del gas e una maggiore interoperabilità tra le reti di distribuzione e trasporto, senza dimenticare la corretta valorizzazione della programmabilità degli impianti che producono energia elettrica e termica da biogas. Sono queste le proposte principali che secondo il CIB sono i punti cardine per favorire l’utilizzo effettivo del potenziale produttivo reale proveniente dal mondo agricolo. Un potenziale di biometano che potrà coprire al 2040 fino al 30% dei consumi di gas naturale a livello nazionale.

 

La risposta delle Istituzioni

In risposta a queste traiettorie la posizione dei decisori è apparsa chiara. A partire dal Segretario di Presidenza della Camera e membro della Commissione Ambiente, Francesco Battistoni, che ha dichiarato: “Efficientare il sistema, sul piano burocratico e fiscale, e arricchire il mix energetico con tutte le fonti è la strada che il Governo sta seguendo, nell’obiettivo di valorizzare le imprese dei comparti interessati. Sono stato il primo firmatario dell’emendamento al DL Rigassificatori che ha istituito un meccanismo di prezzi minimi garantiti basato sui costi di produzione effettivamente sostenuti per gli impianti biogas che beneficiano di incentivi in scadenza entro il 31 dicembre 2027 e che non possono convertire a biometano. Grazie a questa misura abbiamo dato un futuro certo a tutti quegli impianti che rischiavano di dover fermare la produzione a causa degli aumenti dei costi delle materie prime e della spinta inflazionistica degli ultimi tempi”.

Dal canto suo, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato il ruolo strategico del settore: “Mi impegno a migliorare le previsioni del DL Bollette per consentire agli impianti di proseguire la produzione di biogas con tempi corretti per la conversione a biometano che non sarà più un impegno vincolante. Il mutato scenario internazionale ci impone di salvaguardare la produzione nazionale rispettando gli obiettivi del PNIEC pari a 5,7 miliardi di smc che rappresentano il 10% della domanda attuale di gas”.

 

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin (in primo piano) con il presidente del CIB Piero Gattoni

 

Report Youtrend

In seconda giornata il Consorzio Italiano Biogas ha presentato del Report Youtrend, secondo cui il biogas e il biometano sono visti positivamente dai decisori italiani: il 79% di loro, infatti, ne riconosce un impatto positivo sullo sviluppo del Paese. Secondo la ricerca, il biogas è visto positivamente da parlamentari e consiglieri regionali sotto diversi aspetti. Per il 79% di loro, infatti, l’impatto del biogas sullo sviluppo economico e sociale dell’agricoltura e del nostro Paese è positivo. Il 29% lo indica come molto positivo, solamente meno di uno su dieci lo giudica negativo. Un dato in linea con quello rilevato nella popolazione generale, che nel sondaggio Youtrend del 2025 giudicava l’impatto positivo nel 60% dei casi. L’88% dei decisori è favorevole agli impianti di biogas e il 38% si dichiara molto favorevole alla costruzione di impianti per la produzione di biogas. Per quanto riguarda il futuro del biogas, un decisore su due considera prioritaria la definizione di un nuovo quadro legislativo.

Secondo gli intervistati, nei processi di realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biogas ci vorrebbe più informazione e trasparenza verso la cittadinanza: solo il 17% ritiene infatti che i cittadini siano informati in modo adeguato. Interrogati sulle azioni prioritarie per coinvolgere le comunità locali, le opzioni ritenute più efficaci sono gli incentivi agli agricoltori locali per l’uso del digestato come fertilizzante naturale (39%) e il finanziamento di iniziative per il territorio da parte delle aziende costruttrici (34%). I decisori si mostrano quindi in piena sintonia con i cittadini, i quali nella rilevazione del 2025 avevano indicato le medesime priorità ai primi due posti.

Di seguito Lorella Rossi dell’area tecnica del CIB, ha illustrato l’evoluzione del potenziale produttivo di biometano italiano tracciando una mappa delle biomasse disponibili a livello provinciale, così come emersa dal recente studio Snam-Cib. Con questa mappa si stima una evoluzione della produzione annuale di gas rinnovabile molto incoraggiante: ben 8,1 miliardi di Smc al 2030 e 15,3 miliardi di Smc al 2050. I territori (provinciali e regionali) con la maggiore disponibilità di biomasse connesse al settore agricolo e zootecnico sono proprio quelli in cui si stanno realizzando e si realizzeranno i numerosi progetti supportati dal decreto PNRR. Non solo, a fronte di tale incremento, viene comunque confermata la disponibilità di matrici per proseguire nel raggiungimento del target richiesto.

 

Tavole rotonde conclusive

Intorno al tema del potenziale agricolo e al suo ruolo nella transizione energetica si sono confrontati in una tavola rotonda esponenti del mondo politico e istituzionale, mentre il tavolo conclusivo di Biogas Italy 2026 ha visto la partecipazione delle associazioni agricole con Gabriele Carenini (presidente CIA Piemonte), Massimiliano Giansanti (presidente Confagricoltura) ed Ettore Prandini (presidente Coldiretti), che hanno evidenziato il ruolo dell’agricoltura come motore per la transizione sottolineando la necessità di un piano normativo stabile, chiaro ed efficiente, nonchè coerente con le disposizioni comunitarie che devono tenere conto delle peculiarità del made in Italy.

 

 

Da sinistra: Ettore Prandini, Massimiliano Giansanti e Gabriele Carenini durante la tavola rotonda che ha concluso i lavori di Biogas Italy 2026
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