Mangimi per bovini: +3,4%

Il 2025 si chiude per l’industria mangimistica italiana con un’ulteriore crescita: la produzione totale raggiunge infatti i 15,628 milioni di tonnellate, in aumento rispetto ai 15,455 milioni dell’anno precedente. Il settore conferma così il suo posizionamento oltre la soglia dei 15 milioni e ribadisce il ruolo di primo pilastro della FeedEconomy nazionale. I dati diffusi all’assemblea Assalzoo.

Bovini sempre tonici

Il comparto bovino registra una crescita consistente del 3,4%, portandosi a 3.886 mila tonnellate (24,9% del totale). Il traino deriva soprattutto dai mangimi per vacche da latte, che salgono del 5,1% a 2.949 mila tonnellate (da 2.805 mila).

Gli altri segmenti mostrano però segnali negativi: i mangimi per bovini da carne calano del 2,1% a 798 mila tonnellate, mentre il comparto bufalino registra una lieve diminuzione dello 0,7%, passando a 139 mila tonnellate.

Bene anche i suini

La suinicoltura mantiene il secondo ruolo per incidenza, con il 25,4% della produzione totale. Nel 2025 la produzione di mangimi per suini cresce dell’1,2%, passando da 3.930 mila tonnellate a 3.975 mila tonnellate.

Un risultato significativo soprattutto se confrontato con le restrizioni sanitarie legate alla Peste suina africana; la crescita testimonia la resilienza produttiva degli allevamenti e la capacità di sostenere le filiere Dop, vanto della salumeria italiana.

Chi sale e chi scende

Il raggruppamento “altri animali” diminuisce del 2,7%, attestandosi a 983 mila tonnellate (6,3% del totale). L’acquacoltura subisce una contrazione dell’8,3%, scendendo a 133 mila tonnellate dalle 145 mila del 2024. Prosegue il calo dei mangimi per conigli (-7,6% a 256 mila tonnellate), sintomo della crisi strutturale della cunicoltura nazionale.

Positivo invece il comparto ovini, che cresce del 2,9% raggiungendo quota 350 mila tonnellate. Il settore avicolo resta trainante, con una incidenza del 39,1% sulla produzione totale di mangimi. Nel 2025 la produzione del comparto si attesta infatti a 6.115 mila tonnellate, con una variazione positiva dello 0,4% rispetto alle 6.090 mila tonnellate del 2024. In dettaglio, aumentano i mangimi per polli da carne (+2% a 3.210 mila tonnellate) e per galline ovaiole (+2,7% a 2.095 mila tonnellate), mentre il comparto dei tacchini registra una flessione dell’11%, scendendo a 766 mila tonnellate dalle 861 mila nel 2024.

Anche il segmento dedicato agli animali da compagnia continua a espandersi, con una crescita dello 0,8%, arrivando alle 669 mila tonnellate. Con una quota del 4,3% sul totale della produzione mangimistica nazionale, il pet food conferma la sua rilevanza economica e sociale, alla luce del ruolo crescente degli animali da compagnia nelle famiglie italiane.

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