Il frumento foraggero? Una risorsa strategica

 

Negli ultimi anni il frumento foraggero ha conquistato un ruolo sempre più importante nei piani agronomici realizzati dalle aziende zootecniche italiane. Cambiamenti climatici, aumento dei costi di produzione e necessità di rendere più sostenibili gli allevamenti stanno spingendo i produttori di latte a rivolgersi verso questo cereale autunno-vernino come valida integrazione o alternativa al mais. Di questo e altri aspetti abbiamo parlato con il dottor agronomo Alberto Braghin di Kärntner Saatbau/La Cerealtecnica.

Dottor Braghin, perché il frumento foraggero sta diventando così importante?

“Le recenti annate caratterizzate da siccità prolungate e disponibilità idrica limitata hanno messo in difficoltà le colture estive, in particolare il mais. In molte aree produttive si registrano riduzioni delle rese, peggioramento qualitativo delle produzioni e maggior rischio di contaminazioni da tossine su mais. In questo scenario il frumento foraggero rappresenta una soluzione affidabile, sostenibile e conveniente”.

 Quali vantaggi offre questa coltura rispetto al mais?

“Il frumento è una coltura autunno-vernina che sfrutta le precipitazioni naturali e normalmente non richiede irrigazione e minori apporti di azoto. Inoltre, valorizza efficacemente i reflui zootecnici aziendali, consentendo di ridurre gli apporti di fertilizzanti minerali e i costi di coltivazione. Le produzioni di biomassa possono raggiungere livelli comparabili a quelli dell’insilato di mais, con rese medie comprese tra 45 e 55 t/ha e punte superiori a 60 t/ha nelle condizioni più favorevoli”.

Alberto Braghin di Kärntner Saatbau/La Cerealtecnica

 

Varietà Ludwig

Come si è sviluppato il mercato in Italia?

“L’affermazione del frumento foraggero in Italia trova le sue origini nella diffusione della varietà austriaca Ludwig, introdotta a partire dal 2015 attraverso la collaborazione tra La Cerealtecnica di Mereto di Tomba (Ud) e Kärntner Saatbau di Klagenfurt (Austria). Grazie a questa partnership, il mercato italiano ha potuto beneficiare di una genetica innovativa già consolidata oltreconfine, selezionata specificamente per massimizzare la produzione di biomassa e rispondere alle esigenze nutrizionali della moderna zootecnia da latte. Un percorso che ha aperto nuove prospettive agli allevatori, contribuendo alla diffusione di sistemi foraggeri più sostenibili ed efficienti”.

Quali sono le caratteristiche della varietà Ludwig?

“Ludwig è un frumento tenero ad elevata attitudine foraggera, caratterizzato da produzioni molto elevate di sostanza verde, spiga mutica, buona tolleranza all’allettamento e ciclo medio-tardivo. Quest’ultima caratteristica riveste un ruolo determinante, in quanto permette alla coltura di beneficiare delle precipitazioni primaverili più tardive, prolungando la fase di accrescimento e massimizzando la produzione di biomassa. La combinazione tra elevato potenziale produttivo e ampia finestra di raccolta garantisce agli allevatori una maggiore flessibilità operativa e una migliore organizzazione dei cantieri di raccolta”.

E quali vantaggi agronomici presenta questa varietà?

“Oltre alle elevate rese, Ludwig e le varietà appartenenti alla gamma Ludwig & Co. si distinguono per la buona tolleranza alle principali patologie fungine, la limitata necessità di trattamenti fitosanitari e la capacità di adattarsi anche ad annate climaticamente difficili. Il minor fabbisogno di acqua e di azoto contribuisce ulteriormente a migliorarne la sostenibilità economica e ambientale”.

La varietà Ludwig è stata introdotta in Italia a partire dal 2015, grazie alla partnership tra l’austriaca Kärntner Saatbau (foto) e La Cerealtecnica di Mereto di Tomba (Ud)

Massima versatilità

Quando si raccoglie?

“La raccolta destinata alla produzione di fieno avviene generalmente tra metà e fine maggio, mentre il trinciato diretto viene effettuato tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno. La scelta dell’epoca di raccolta dipende dall’utilizzo finale: la fase lattea privilegia il contenuto di zuccheri, mentre la fase cerosa aumenta il tenore di amido”.

In quali forme può essere utilizzato?

“La grande versatilità rappresenta uno dei punti di forza del frumento foraggero. Può infatti essere utilizzato come trinciato diretto, trinciato pre-appassito, prodotto fasciato, fieno oppure come granella destinata all’alimentazione animale”.

Quali benefici apporta il frumento foraggero nell’alimentazione delle bovine da latte?

“Dal punto di vista nutrizionale il frumento foraggero fornisce una fibra altamente digeribile che favorisce la ruminazione e migliora l’ingestione della sostanza secca. Può essere impiegato efficacemente nelle razioni di vacche in lattazione, vacche in asciutta e manze, contribuendo a una migliore funzionalità ruminale. Particolarmente interessante è il confronto con il loietto: la fibra del frumento viene degradata più rapidamente nel rumine, favorendo uno svuotamento più efficiente e consentendo agli animali di alimentarsi con maggiore frequenza. Questo si traduce spesso in una maggiore assunzione giornaliera di sostanza secca.

E perché è particolarmente indicato per le vacche in asciutta?

“Essendo un cereale a paglia, il frumento tende ad accumulare quantità contenute di potassio e nitrati. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto all’alimentazione delle bovine in asciutta, contribuendo a ridurre il rischio di problematiche metaboliche e sanitarie nel periodo che precede il parto”.

 Quali fattori ne favoriscono ulteriormente la diffusione?

“Oltre agli aspetti agronomici e nutrizionali, il crescente ricorso al frumento foraggero è favorito dalle esigenze di diversificazione colturale previste dalla Pac, dalla necessità di contenere i consumi idrici e dalla diffusione della Diabrotica, insetto che limita la possibilità di praticare la monosuccessione del mais”.

 

 

I risultati ottenuti sul campo e il consenso raccolto tra tecnici e alimentaristi testimoniano la validità dei frumenti della linea “Ludwig & Co.”

 

In sintesi

A distanza di oltre un decennio dalla sua introduzione in Italia, il frumento foraggero si è dunque affermato come una delle colture più interessanti per gli allevamenti moderni. I risultati ottenuti sul campo e il consenso raccolto tra tecnici e alimentaristi testimoniano la validità di questa soluzione foraggera. Ludwig, varietà che ha contribuito in modo determinante alla diffusione di questa tipologia di frumento, mantiene ancora oggi un ruolo di riferimento insieme alle nuove varietà della linea “Ludwig & Co.”, sviluppate per offrire elevata produzione di biomassa, qualità nutrizionale e sostenibilità, rispondendo alle sfide della moderna zootecnia da latte.

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