Asiago Dop: 2025, crescita su tutti i fronti

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha presentato i dati relativi al 2025: crescita su produzione, prezzi e consumi.

Produzione

Nel 2025 sono state prodotte 1.629.284 forme di Asiago Dop, in aumento dell’8,3% rispetto al 2024, per un valore alla produzione di 181 milioni di euro, in crescita del 16,6%.
A trainare il risultato è soprattutto l’Asiago Stagionato, che registra una crescita a doppia cifra:

  • Asiago Fresco: 1.371.339 forme (+6,7%)
  • Asiago Stagionato: 257.945 forme (+17,6%)

Prezzi

Positivo anche l’andamento delle quotazioni all’ingrosso. Il prezzo medio dell’Asiago Fresco ha raggiunto 7,18 €/kg, con un incremento del 12,54% rispetto al 2024, mentre l’Asiago Stagionato si è attestato a 8,57 €/kg (+4,38%).

Consumi

Sul mercato italiano, Asiago Dop registra la migliore performance tra i formaggi Dop duri e semiduri: +4% a volume e +11,3% a valore
Il trend positivo è confermato anche nel primo trimestre 2026.

Secondo il Consorzio, il risultato è legato alla capacità della denominazione di intercettare i nuovi modelli di consumo orientati a praticità e versatilità. Crescono infatti i formati ready-to-use come snack, cubetti, fettine, julienne e grattugiato. Particolarmente significativo il dato del prodotto trasformato, aumentato del 169,7% nel biennio 2023-2025.

Export

Nel 2025 l’export di filiera ha raggiunto 13,1 milioni di euro, con un incremento del 2,3% a valore e 3,5% a volume.
Tra i mercati europei, i principali sbocchi sono Francia, Germania e Spagna, che coprono rispettivamente 10,2%, 6,3% e 5,5% dell’export totale.
Tra i Paesi extra UE, gli Stati Uniti si confermano primo mercato con il 26,4% dell’export, seguiti da Svizzera (14,7%) e Australia (4,6%).
Il Consorzio continua inoltre a investire nella promozione internazionale, con progetti attivi nel Sud-Est asiatico, nei Paesi dell’area Dach e nei mercati nordici.

Sostenibilità e filiera

Prosegue anche il progetto “Asiago Green Edge”, avviato nel 2022 e focalizzato su sostenibilità ambientale, benessere animale ed efficienza energetica. La filiera ha inoltre adottato la certificazione volontaria “Made Green in Italy” del Ministero dell’Ambiente.
Secondo il presidente del Consorzio, Fiorenzo Rigoni, i risultati ottenuti derivano da “una visione strategica e da un lavoro condiviso lungo tutta la filiera”, con l’obiettivo futuro di costruire un ecosistema territoriale integrato tra produzione, competenze e turismo.

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