È proprio vero che le mele non cadono mai lontano dall’albero. Prendete il caso dei cugini Alessio e Andrea Pisanu, figli rispettivamente di Sandro e Ivo Pisanu. Sono questi ultimi che insieme ad altri due fratelli, sul finire degli anni ’80 decidono, non senza coraggio, di allontanarsi dal percorso professionale del padre, titolare di un grande allevamento di pecore sarde con annessa porcilaia, ma di dare libero sfogo alla propria passione per le vacche da latte ereditata dalla madre Zaira, e danno vita a un allevamento di bovine di razza Frisona. Nasce così, nei pressi di Siliqua (Ca), l’azienda della Società agricola Eredi Pisanu, che a suon di progressivi investimenti in vacche, terreni e strutture, di anno in anno cresce, nei numeri e nelle prestazioni. “Ci hanno bloccato le quote latte”, sorride amaro Ivo al nostro ingresso in allevamento.
Accanto a lui ci sono Alessio e Andrea, che dopo gli studi e il diploma di laurea (il primo in Scienze delle produzioni animali e il secondo in Economia e Commercio) decidono, non senza coraggio e seguendo anch’essi la propria passione per il mondo del latte (bovino), di trattenersi a lavorare nell’azienda di famiglia. “Siamo entrati a tempo pieno, in qualità di soci, nel 2019, e siamo noi, oggi, che ci occupiamo del management della mandria: sulle decisioni tecniche i nostri genitori ci lasciano carta bianca”.
Questione di metodo
Tra le prime mosse decise in autonomia dalla nuova generazione Pisanu, quella di affidarsi alle consulenze di Giuseppe Onni di Cortal Extrasoy, già collega di Alessio ai tempi dell’Università. “Il primo incarico assunto in questa azienda – precisa il diretto interessato – è stato quello di misurare l’accrescimento delle vitelle dai 2 giorni di vita fino ai 14-15 mesi di età. Un lavoro di diversi mesi, ma che alla fine ha portato all’ottimizzazione delle performance di crescita, tanto è vero che l’età media al primo parto si è sensibilmente ridotta, passando dai 27 agli attuali 23 mesi. A quel punto, forte della fiducia concessami dall’intera famiglia Pisanu, mi sono proposto per seguire anche l’alimentazione di una parte della mandria”. Ed è così che all’azienda Le Palme si passa al “metodo Nex Prime Cortal Extrasoy”: si parte dall’analisi nel dettaglio della qualità e della digeribilità della fibra contenuta nei foraggi utilizzati in razione, per arrivare, una volta riorganizzata l’attività in campagna, all’inserimento nell’unifeed di un nucleo di precisione personalizzato, contenente le migliori tecnologie per la produttività della mandria. “Nel nostro caso – ci spiegano i cugini Pisanu – alla luce dei risultati delle analisi sulla digeribilità della fibra condotte da Cortal Extrasoy, in collaborazione con un laboratorio statunitense, abbiamo deciso di abbandonare del tutto la produzione di fieno, che comporta lavorazioni più lunghe e più a lungo esposte ai rischi del meteo, e di optare invece per la produzione esclusiva di insilati. Che nel nostro caso sono rappresentati dagli insilati di due colture autunno-vernine come il frumento, seminato su sodo su 100 ettari di terreno, e il loietto, a cui dedichiamo gli altri 100 ettari. Colture che adesso vengono sfalciate giovani, in modo tale da lasciare subito il posto al mais da trinciato, la cui semina è di fatto anticipata di un mese rispetto a quanto non avvenisse prima. In questo modo con l’arrivo dell’estate la pianta è già sufficientemente cresciuta per affrontare gli stress idrici e termici tipici della stagione, e alla fine risulta che anche con il mais abbiamo una maggior resa quantitativa e qualitativa”.
Voglia di crescere
Oggi la razione delle pluripare (tabella 1) è quindi costituita in larga prevalenza dagli insilati prodotti in azienda, a cui si aggiungono le materie prime di provenienza extra-aziendale (“ma rispetto a prima gli acquisti da fuori si sono sensibilmente ridotti”, osservano Alessio e Andrea), e infine il nucleo di precisione “Nex Prime Le Palme”, fornito da Cortal Extrasoy.
Un nucleo contenente panello di soia decorticata ed estrusa (Multipass), aminoacidi rumino-protetti, grassi frazionati e l’integrazione vitaminica e minerale. Quanto ai risultati ottenuti, basterà dire che qui in azienda è tornata la voglia di crescere: “Il cambio di alimentazione – riflettono i giovani Pisanu – ha contribuito, agendo naturalmente in sinergia con altri cambiamenti gestionali, al miglioramento delle prestazioni produttive e riproduttive della mandria. E adesso la nostra attenzione è rivolta a nuovi progetti”. Come primo step – ci anticipano infatti Alessio e Andrea – entro la fine di quest’anno verrà costruito ex novo una nuova struttura dedicata alle vacche in close-up (“il motore della stalla”) e questo darà ancora più spazio e più benessere alle bovine in lattazione.
Ma il vero salto avverrà nel 2027-2028, quando i giovani Pisanu contano di arrivare a mungere un totale di 380-400 vacche. “Un obiettivo – osservano i giovani Pisanu – che ci sembra del tutto alla nostra portata. Del resto abbiamo da poco rinnovato la sala di mungitura, e anche il reparto mezzi è giovane. Il collo di bottiglia era l’asciutta, ma una volta sistemata quella…”. Ambiziosi ma con i piedi per terra, i giovani Pisanu. “I cavalli si vedono all’arrivo, ma in effetti la partenza non è male”, riconosce Ivo. Forza ragazzi, avanti così!








