Dire addio alla stabulazione fissa

di Alessandro Gastaldo – Centro Ricerche Produzioni Animali (Re)

Le stalle “legate” possono essere riconvertite in almeno tre differenti tipologie, tutte maggiormente rispettose del benessere animale. Vediamole insieme

Le stalle fisse possono essere riconvertite in tipologie stabulative maggiormente rispettose del benessere animale. Gli interventi ipotizzabili sono i seguenti:
• la stalla rimane fissa, ma si liberano le bovine in un’area esterna;
• si passa ad una stalla a cuccette di alimentazione completa di area esterna;
• si realizza una nuova stalla libera e si destina la ex-stalla fissa ad altri usi.

Accesso all’esterno

La prima possibilità consiste nel mantenere la stalla fissa, ma dando la possibilità alle bovine di uscire periodicamente in un’area esterna. Con questa soluzione le bovine vengono slegate e portate all’esterno dopo la mungitura del mattino e rientrano prima della mungitura del pomeriggio (almeno 4 ore/giorno). In questo caso si parla di accesso contemporaneo. In alternativa, è possibile prevedere un’uscita alternata di 2 gruppi, cioè metà delle bovine esce un giorno e l’altra metà esce il giorno dopo. Questa seconda ipotesi riduce l’impegno lavorativo e raddoppia la superficie disponibile a capo. In questo caso, si parla di accesso alternato.
Questo intervento prevede di: mantenere le poste già presenti e realizzare su un lato lungo della stalla un nuovo paddock composto da:
a. una zona di abbeverata con pavimento di calcestruzzo;
b. due zone inerbite (a rotazione);
c. una zona di riposo a lettiera permanente provvista di copertura (tettoia). Questa tettoia è necessaria, perché, quando le bovine sono nel paddock, non hanno accesso alla stalla.
 
Nella tabella 1 vengono riportate le superfici minime scoperte e coperte del paddock al variare del tipo di accesso per una stalla fissa da 44 poste disposte su due file.
Si tratta di una soluzione che necessita di interventi minimi sulla stalla esistente (sostituzione dell’attacco e realizzazione di aperture per movimentare le bovine in uscita e in entrata dalle aree esterne) e non crea particolari problemi di gestione delle bovine durante l’intervento di ristrutturazione.
Per contro, detta soluzione non elimina totalmente il problema della stalla fissa, ma lo limita soltanto, garantendo alcune “ore di libertà” alle bovine. Inoltre, necessita di un impegno giornaliero accessorio per la movimentazione delle bovine.
Dal punto di vista economico, questa soluzione prevede un costo di circa 1.800-2.100 €/posto vacca (Rossi, 2023).

A cuccette di alimentazione

Una seconda possibilità, poco utilizzata ma interessante, è rappresentata dalla riconversione in stalla a cuccette di alimentazione, con possibilità per le bovine di accedere anche all’esterno.
La stalla con cuccette di alimentazione presenta notevoli affinità, dal punto di vista costruttivo, con la stalla a stabulazione fissa di tipo moderno: gli animali, infatti, sono alloggiati in cuccette di dimensioni praticamente analoghe a quelle di una posta. Le cuccette costituiscono al tempo stesso la zona di riposo e la zona di alimentazione della stalla, in quanto anteriormente ad esse è collocata la mangiatoia.
L’attrezzatura adottata prevede, di norma, la possibilità di catturare le vacche nelle cuccette di alimentazione; ciò si realizza mediante attacchi anteriori, oppure con dispositivi di cattura posteriori. Se gli animali vengono catturati soltanto per l’esecuzione di interventi sanitari o riproduttivi la stalla funziona, in pratica, come una stabulazione libera; se le vacche, invece, sono normalmente bloccate nelle cuccette e vengono liberate solo per la mungitura e durante la bella stagione, si ottiene una stabulazione semi-libera.
Questo intervento prevede di:
• riconvertire le poste fisse in cuccette di alimentazione con sistema di aggancio/sgancio rapido delle bovine;
• demolire le due corsie di servizio complete di cunetta e realizzare due corsie opportunamente rigate complete di raschiatore a fune per l’asportazione periodica delle deiezioni;
• realizzare in una delle due testate della stalla un ampliamento con una nuova zona di mungitura con AMS (robot di mungitura) e box di separazione a lettiera, oppure con sala di mungitura (superficie coperta aggiuntiva di circa 120-160 m2);
• realizzare su un lato lungo della stalla un nuovo paddock composto da una zona di abbeverata con pavimento di calcestruzzo e due zone inerbite (a rotazione);
La gestione delle aree esterne prevede che la zona di abbeverata venga sempre messa a disposizione delle bovine, mentre quella inerbita soltanto quando le condizioni climatiche e del terreno
lo consentono. In questa tipologia stabulativa tettoia, rastrelliere mobili per fieno e mangiatoie per concentrato non sono necessarie perché quando le bovine sono nel paddock hanno accesso anche alla stalla.
Nella tabella 2 vengono riportate le superfici minime di stabulazione coperte e scoperte per vacca.
Si tratta di una soluzione nella quale le condizioni di lavoro migliorano rispetto alla stalla fissa, grazie alla presenza della sala di mungitura o del robot.
Rispetto alla stabulazione libera tradizionale presenta una minore superficie coperta, a motivo della unificazione delle zone di riposo e di alimentazione. Dal punto di vista economico, questa soluzione prevede un costo di circa 6.450-7.500 €/posto vacca (Rossi, 2023).

Passaggio alla libera

Una terza possibilità, sicuramente la più utilizzata, è rappresentata dalla realizzazione di una nuova stalla libera a cuccette con destinazione della ex stalla fissa ad altri usi.
La stalla proposta è a due file “groppa a groppa” con mungitura robotizzata (AMS). La superficie di stabulazione coperta è pari a circa 12 m2/vacca. La stalla presenta una zona di alimentazione e una corsia di smistamento a pavimentazione piena opportunamente rigate e complete di raschiatori a fune per l’asportazione periodica delle deiezioni.
I 4 abbeveratoi a vasca sono installati sul muretto che divide la zona di riposo dalla zona di alimentazione. La dimensione degli abbeveratoi deve essere in grado di fornire a ciascuna vacca un fronte di almeno 9 cm. La zona di mungitura realizzata in una delle testate occupa una superficie di 170 m2 comprensiva delle seguenti aree: zona d’attesa per accesso al robot, unaa stazione robotizzata; box di separazione con zona di riposo a lettiera (superficie di 76 m2), locale di gestione dell’AMS, sala latte, ufficio e locale quadri.
Si tratta di una soluzione nella quale le condizioni di lavoro migliorano sensibilmente rispetto alla stalla fissa, grazie alla presenza del robot. Inoltre, la disposizione “groppa a groppa”, consente la realizzazione di una zona di riposo molto raccolta e tranquilla con un corretto collocamento degli abbeveratoi sul muretto che separa zona di alimentazione dalla zona di riposo. Rispetto alle altre tipologie di stabulazione (fissa e cuccette di alimentazione) nella stalla a cuccette le bovine hanno a disposizione una maggiore superficie coperta in cui muoversi. Per contro, di solito, non hanno la possibilità di accedere a un’area esterna pavimentata o inerbita.
Dal punto di vista economico, questa soluzione prevede un costo di circa 11.200 €/posto vacca (Rossi, 2023).

Libera con sala

In alternativa alla stalla a cuccette “groppa a groppa” con AMS è possibile realizzare una stalla a cuccette su 3 file con mungitura tradizionale in sala. La superficie di stabulazione coperta è pari a 9,9 m2/vacca. La stalla presenta una zona di alimentazione e una corsia di smistamento a pavimentazione piena opportunamente rigate e complete di raschiatori a fune per l’asportazione periodica delle deiezioni. I 4 abbeveratoi a vasca sono installati nei due passaggi che collegano zona di riposo e zona di alimentazione. La dimensione degli abbeveratoi deve essere in grado di fornire a ciascuna vacca un fronte di almeno 9 cm.
La zona di mungitura realizzata in una delle testate occupa una superficie di 310 m2 comprensiva delle seguenti aree: zona d’attesa per accesso alla sala, sala di mungitura a spina di pesce (5+5) con apposita corsia di ritorno, box di separazione con zona di riposo a lettiera (superficie di 100 m2), sala latte, ufficio e locale quadri.
Dal punto di vista economico, questa soluzione prevede un costo minore rispetto a quella “groppa a groppa” con AMS, e pari a circa 9.500 €/posto vacca (Rossi, 2023).

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