di Luisa Nerini
In nome del benessere delle sue manze, Michele Bertoletti ha garantito loro l’accesso a 3 ettari di spazio esterno. I risultati? Animali con grande struttura e prima fecondazione a 13 mesi
Michele Bertoletti ha un obiettivo chiaro e nella sua stalla di Stilo de’ Mariani (Cr) chiede alle sue vacche di dare il meglio, mettendo loro a disposizione il meglio che un allevatore possa garantire a delle Frisone di alta genealogia. Ma a Michele non bastava avere una stalla con abbondante spazio per ogni animale, con una vitellaia tenuta perfettamente e con una ventilazione capace di fare la differenza anche d’estate. Il suo pallino negli ultimi anni è stato però quello di investire sulla rimonta, il “tesoretto” di ogni stalla, offrendo alle sue manze 3 ettari di terreno recintato e suddiviso in paddock dove sgambare libere, interagire le compagne di gioco, crescere in virtù e sapienza ed essere pronte in splendida forma fisica al primo parto.
Spazio all’aperto
I vicini di stalla non lo ammetteranno mai, ma il fatto che Michele abbia destinato 3 ettari di preziosissimo terreno agricolo cremonese al benessere della mandria, ha fatto gridare allo scandalo. Ma i Bertoletti, che nel giro di tre di generazioni hanno dato vita ad uno splendido allevamento con 450 capi in mungitura, non se ne sono preoccupati troppo e hanno dato concretezza al loro progetto.
“Ogni allevatore – spiega Michele – investe dove pensa che sia utile per far crescere la propria azienda e, dopo aver migliorato negli anni il benessere delle vacche adulte, abbiamo ritenuto importante investire sulle nuove generazioni, mettendo le manze nelle condizioni ideali per diventare delle lattifere con un’ottima struttura e in altrettanto buone condizioni sanitarie. La stalla delle manze è partita nel gennaio di quest’anno, strutturata per dare ad ogni gruppo di animali la possibilità di uscire nel paddock liberamente e di autogestirsi questa opportunità”.
Investire sulla manza
Prima le manze erano sistemate in una vecchia cascina, come spesso si vede nella campagna lombarda, poi la decisione di costruire una nuova stalla all’insegna del massimo comfort, a partire dai primi giorni di vita: “L’abbiamo destinata al novellame dallo svezzamento sino alla prima fecondazione – continua Michele – e oggi ospita mediamente 300 animali. Sono del tutto consapevole che da queste parti una pertica di terreno costi 6mila euro e che quindi un ettaro ne valga più di 70mila e che noi ne abbiamo destinati ben 3 alle manze, per un controvalore di quasi 220 mila euro. E non è certo stata una scelta fatta alla leggera, ma ci abbiamo pensato a lungo, ne abbiamo parlato insieme alla famiglia e abbiamo deciso di andare in questa direzione. Anni fa avevamo deciso di dare alle asciutte un ettaro di paddock e l’impatto sugli animali è stato superiore alle migliori aspettative. Ho sempre pensato che il movimento si traduca in salute e in sviluppo muscolare e vedere la positiva risposta delle manze ci ha davvero colpito, permettendoci di effettuare la prima fecondazione a 13 mesi e di avere quindi i primi parti a 22 mesi”.
Ottimo anche per le asciutte
Le asciutte restano un paio di mesi con l’accesso al paddock e Michele ha rilevato benefici anche sul fronte della ritenzione placentare e sulla facilità di parto. “All’inizio anche mio padre ha avuto qualche tentennamento, perché in questi paddock ci avevamo sempre seminato il mais, ma quando ha visto le condizioni fisiche delle manze ha sposato pienamente questa scelta. Il tutto nella massima libertà, garantendo loro l’accesso all’esterno tutti giorni, 24 ore al giorno. Se piove stanno dentro, ma appena smette corrono fuori per correre e socializzare”.
Il prossimo passaggio sarà la piantumazione di qualche pianta per ombreggiare il paddock, ma per il resto il sistema funziona perfettamente e così anche la recinzione elettrificata, studiata insieme a professionisti del settore e dotata di un elettrificatore di moderna concezione che riesce a gestire tutta la recinzione senza problemi.
Tanto ottimo latte
Il sistema funziona bene e avere medie produttive che a luglio, quando siamo stati in stalla, si sono mantenute sui 42 litri, è la migliore testimonianza della correttezza delle scelte dei Bertoletti: “Tutte le scelte devono portare ad un risultato solo – conclude Michele – che è quello di avere tanto latte nel frigo. Noi abbiamo la fortuna di conferire il nostro alla Ca’ de’ Stefani, una latteria che è apprezzata sul mercato per la qualità dei suoi formaggi e che oggi ci liquida più di 80 centesimi, grazie anche ai premi che riusciamo ad ottenere grazie alla qualità. Il paddock gioca certamente a favore di questi risultati, ma è tutta la gestione della rimonta a ripagarci per ogni euro speso e per tutte le attenzioni che diamo ai vitelli, alle manzette e alle manze adulte. È un investimento importante al pari delle ventole, delle doccette e di tutta l’elettronica che oggi abbiamo in stalla”.
Se siete dubbiosi fate un salto a vedere le sue manze di persona, resterete colpiti dalla loro muscolosità e struttura. Liberi di negare l’evidenza, ovviamente.
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