Come ci ricorda Roberto Bartolini su www.agricoltoritop.it, una delle pratiche importanti per far partire bene il mais dopo la semina e massimizzare la produttività, anche in concomitanza con andamenti primaverili non ideali è la concimazione fosfo-azotata nel solco di semina.
La validità di questa pratica è ben conosciuta ma per rafforzare le nostre convinzioni riportiamo una sintesi della più estesa e completa attività di sperimentazione in pieno campo effettuata in Italia sull’argomento, da parte dell’Università di Torino in diversi ambienti e su terreni di diversa tessitura.
Maggiore vigore di partenza ed effetto sulla fioritura
La concimazione fosfo-azotata localizzata in banda alla semina, con dosaggi compresi tra 140 e 240 kg/ha di concime, ha determinato come primo effetto un maggiore vigore di partenza (il cosiddetto “early vigor”) rispetto al test non concimato.
La maggiore spinta dovuta a questa concimazione starter, confermata anche dall’emissione della terza foglia alla levata, ha favorito un anticipo della fioritura di alcuni giorni con conseguenze positive sulla produzione finale.
Il vantaggio produttivo medio in tutte le 42 situazioni monitorate è stato pari all’11,6%, come riportato nella figura 1.
Dal grafico emerge che gli incrementi produttivi più significativi (bande rosse) si sono verificati nelle annate con primavere fresche e su terreni più freddi.
Tuttavia anche con primavere nella norma (banda verde) gli incrementi produttivi sono dell’ordine del 4%. Ottima la risposta anche sui terreni franco sabbiosi (banda azzurra).
Per quanto riguarda l’effetto della concimazione fosfo-azotata sull’epoca di fioritura, la figura 1 mostra come, rispetto al testimone, la concimazione starter fosfo-azotata abbia portato un anticipo di circa quattro giorni su terreno freddo (ultima colonna a destra) e di due giorni su terreno più caldo.
Maggiore benessere della pianta
Significativi anche gli effetti sull’altezza delle piante e sull’indice vegetativo, che rispecchia il buono stato di salute della coltura.
La concimazione fosfo-azotata porta un maggiore benessere alla pianta, che aumenta la sua attività fotosintetica (0,54 contro 0,38 nei terreni freddi).
Da notare anche come apporti separati di fosforo e azoto producano effetti meno significativi rispetto all’apporto in un’unica soluzione di un concime fosfo-azotato.
Da sottolineare a questo proposito come siano di notevole interesse alcuni recenti concimi fosfo-azotati arricchiti di mesoelementi come magnesio e zolfo e di microelementi come zinco, manganese e ferro, ma anche con geoinsetticidi per difendere il seme dagli insetti terricoli.
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