Mosche, non vi temo

a cura della redazione

Insieme ad Alice Belletti della Cascina Quarantore per conoscere come si imposta la lotta alle mosche nella storica stalla mantovana di San Martino dall’Argine

Chi conosce la famiglia Belletti e la Cascina Quarantore di San Martino dall’Argine (Mn) sa bene quanto in famiglia siano precisi. D’altro canto se la stalla è cresciuta così tanto negli ultimi anni, arrivando alle 500 vacche in latte, un motivo ci sarà.

Qui sopra, Alice Belletti, in prima linea nella lotta alle mosche. Nell'immagine di apertura, l’igiene degli igloo e il trattamento contro le mosche con prodotti idonei sono due aspetti essenziali nella lotta alle infestazioni

Lo sa bene anche Alice Belletti, che, all’interno delle attività aziendali ha il compito di programmare la lotta alle mosche e contribuire in questo modo alla tranquillità della sua mandria: “Se non curi adeguatamente questo aspetto – racconta Alice – il problema può diventare notevole, anche perché le mosche infastidiscono parecchio sia i vitelli che le vacche in latte e questo si ripercuote sul loro benessere, a cui noi teniamo moltissimo, perché una bovina che sta bene produrrà senz’altro più latte”.

Alla Cascina Quarantore oggi sono 500 le vacche in mungitura

La scelta di affidarsi al protocollo messo a punto dagli specialisti Elanco è stato il passaggio successivo, impiegando prodotti specifici che uniscono alla massima efficienza il totale rispetto per l’ambiente: “In stalla utilizziamo da sempre un larvicida in abbinata all’adulticida e negli anni siamo sempre riusciti a contenere le infestazioni con successo. Le mosche non sono solo un problema sanitario, ma infastidiscono molto la mandria e anche tutti noi che lavoriamo in stalla. Per cui tolleranza zero e un approccio metodico e costante nel tempo, perché il successo nel contrasto alle mosche si ottiene solo con una programmazione degli interventi ben pianificata”.

Agire in prevenzione
Alla Cascina Quarantore si inizia con il larvicida ai primi caldi: “Quest’anno il primo intervento – ricorda Alice – è stato a fine marzo, quando ci sono state le primissime giornate con una temperatura mite, poi continueremo con regolarità sino agli inizi di novembre. L’importante è agire contro le larve quando ancora non si vedono le mosche volare in stalla, per impedire che la popolazione cresca. Poi, nei momenti di grande caldo, quando i cicli riproduttivi delle mosche si fanno più pressanti, affianchiamo al larvicida un adulticida, che ci aiuta in questa lotta, un percorso in cui non si può mai scrivere la parola fine, anche se è assolutamente possibile contenere il problema, se si segue il protocollo Elanco con regolarità”. A vantaggio delle produzioni di latte, della tranquillità della mandria e della salute animale, perché le mosche, lo ricordiamo (vedi box in alto) sono potenziali vettori di numerose malattie che interessano sia le vacche che l’uomo. Un problema che basta poco per essere risolto.

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