Così il Regno Unito ha dato un taglio alle zoppie del bovino

di Alessandro Amadei

Se ne è diffusamente parlato al Dipartimento di Medicina Veterinaria di Lodi, in occasione del terzo Congresso nazionale dell’Associazione podologi italiani bovini (Apib).

Prendete il Mobility score – versione “semplificata” e selettivamente orientata al benessere animale del caro, vecchio Locomotion score – e applicatelo a tappeto alle bovine allevate in tutte le aziende agricole che hanno deciso di aderire al piano di controllo delle zoppie messo a punto dal Ministero dell’Agricoltura. Benvenuti in Gran Bretagna, dove a partire dal 2019 le autorità nazionali, intenzionate a rassicurare i consumatori sulle condizioni di benessere delle vacche da latte allevate nelle campagne di Sua Maestà, hanno deciso di ripulire le stalle del Regno dal problema zoppie, arrivato nel 2018 alla preoccupante prevalenza media del 35% (corrispondente a una perdita annuale media superiore alle 7.000 sterline ogni 100 vacche).

In che modo? Applicando con scrupolosità un articolato piano di intervento, basato su tre punti chiave:

  • realizzazione di corsi di formazione sul Mobility score (tabella 1), volti sia a formare i veterinari formatori (Mobility mentor) che a formare i punteggiatori (Mobility scorer) da sguinzagliare per le aziende agricole dell’Isola;
  • raccolta dei punteggi rilevati nelle aziende sulla piattaforma dell’anagrafe bovina nazionale;
  • stanziamento di denaro pubblico finalizzato tanto a remunerare i docenti dei corsi di formazione per i Mobility mentor e per i Mobility scorer, quanto e soprattutto a premiare i titolari delle aziende agricole disposte a farsi punteggiare.
Valentino Argentieri, il medico veterinario che lavora nel nord del Galles come podologo e formatore per il Mobility Score, e che al terzo congresso dell’Apib ha presentato ai suoi colleghi italiani il piano nazionale britannico contro le zoppie

Parola di Mentor

Oggi – ha spiegato il Mobility mentor Valentino Argentieri, in occasione del terzo congresso dell’Associazione podologi italiani bovini (Apib) tenutosi recentemente a Lodi – ogni singola azienda britannica viene punteggiata a una frequenza prestabilita, che va da un minimo di una volta all’anno per le piccole stalle, fino a una volta ogni 2 settimane nel caso delle grandi aziende (da 500 capi in su). A punteggiare, a tappeto, le vacche può essere un Mobility scorer iscritto a un apposito Registro nazionale (e tenuto a sostenere annualmente un esame di “calibrazione” sul Mobility score), oppure una telecamera che con l’ausilio della Intelligenza Artificiale traduce le immagini raccolte nello score (due i modelli abilitati allo scopo). In entrambi i casi – ha osservato Argentieri – fondamentale è il posizionamento del valutatore: lo scorer umano deve poter vedere chiaramente, una per una, le bovine, in un momento in cui sono tranquille (ovvero dopo la mungitura o al ritorno dal pascolo) e mentre si muovono lungo una superficie piana e non scivolosa, ma non deve essere a sua volta visto, pena l’agitazione degli animali e l’inficiamento della valutazione. Su questo fronte, il vantaggio della telecamera, il cui occhio non può essere individuato dal ruminante, è evidente; tuttavia la lente dell’obiettivo, qualora collocato troppo vicino alla mandria, può essere sporcata e schermata.

L’intervento in stalla

Una volta applicato a tappeto il Mobility score e determinata la percentuale di vacche zoppe (score 2 e score 3), con l’ausilio del software Lameness cost calculator lo scorer quantifica, a beneficio dell’allevatore, la perdita economica potenziale legata in quell’azienda alle zoppie, cifra che viene per altro ripartita per singole voci (perdite in allungamento dell’intervallo parto-concepimento, perdite in latte, in aumentato tasso di riforma e in spese veterinarie).
Successivamente si passa all’azione correttiva: i podologi esaminano un campione di bovine zoppe, in modo tale da costruire la lameness map, la “mappa di zoppia”, ovvero stabilire quali sono in quell’azienda le patologie podali più frequenti e determinare di conseguenza le aree su cui intervenire prioritariamente, nonché i cambiamenti da introdurre (tabella 2).

Tutti vincitori

I risultati del piano – ha infine assicurato Argentieri – sono stati eccellenti, tanto per le autorità ministeriali, che hanno visto crollare la prevalenza media delle zoppie e migliorare le condizioni di benessere delle bovine britanniche, quanto per gli allevatori, che hanno potuto beneficiare non soltanto degli incentivi pubblici, ma anche dei sostanziosi risparmi economici connessi al calo delle zoppie (ma è un’utopia, ha avvertito Argentieri, pensare di poter arrivare a un Mobility score di 0 sul 100% della mandria).
A testimonianza di tutto ciò, il relatore ha portato l’esperienza del titolare di quella che è stata recentemente eletta come la miglior stalla del Regno Unito per prestazioni, benessere animale, management e impatto ambientale: nel 2019 l’azienda (600 vacche adulte e una produzione media di 11mila litri per vacca) soffriva di problemi di zoppia, resi evidenti al primo Mobility score (punteggio 2 per il 17% della mandria e punteggio 3 per il 5%), con una perdita economica potenziale stimata in 152mila sterline all’anno.
Nel 2024, dopo 5 anni di adesione al piano ministeriale e dopo aver via via introdotto un’ampia serie di correttivi (mungitura per gruppi, miglioramento delle cuccette, nuovi protocolli di pareggio, corsi di podologia per i dipendenti, intensificata frequenza di realizzazione del Mobility score, ecc.), l’allevamento ha via via assistito al crollo delle zoppie (riguardanti attualmente solo il 2-3% della mandria) con un risparmio economico, espresso in mancate perdite, che nel 2024 è stato pari a 100mila sterline.
“I finanziamenti ministeriali – ha concluso Argentieri – sono stati fondamentali all’inizio, quando l’adesione al piano nazionale, fortemente appoggiato anche dalle latterie, a loro volta determinate a etichettare i propri prodotti con il logo Red Tractor (l’equivalente britannico del nostro futuro Sqnba: ndA), veniva percepita dagli allevatori come un obbligo. Adesso sono gli allevatori a chiedere di essere punteggiati perché il piano viene percepito come un aiuto per migliorare il management e il reddito aziendale. Le domande di adesione sono aumentate al punto che al momento non c’è personale sufficiente per realizzare dappertutto i Mobility score, per cui i corsi di formazione sono stati recentemente aperti ai laici e agli studenti delle Università”. Certamente un bell’esempio anche per il nostro Paese.

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