Aife/Filiera Italiana Foraggi: erba medica essiccata e strategie per l’agricoltura di domani

In occasione dell’Assemblea annuale di Aife/Filiera italiana foraggi (www.aife.eu) il presidente Gian Luca Bagnara ha annunciato l’ottenimento della Certificazione di Sostenibilità Iso 14044:2006 rilasciata da Dnv Business Assurance a seguito dello studio condotto dal team Turtle srl, spin-off dell’Università di Bologna, che ha analizzato gli impatti ambientali derivanti dalla produzione e trasformazione dell’erba medica in un significativo numero di aziende associate. “Oggi – ha dichiarato Bagnara – possiamo esibire un importante biglietto da visita in tema di qualità, salubrità e sostenibilità ambientale del prodotto essiccato. Stiamo lavorando anche per utilizzare al meglio questo riconoscimento in tema di etichettatura e documentazione. L’erba medica rappresenta un prodotto estremamente interessante se parliamo di carbon farming, biodiversità, produzione di proteine vegetali. A questo proposito, è stato avviato uno studio con l’aiuto del dottor Marco Govi, agronomo, sull’impiego di una concimazione a base di biostimolanti”.
“Quello delle rese produttive è un tema che va affrontato da diverse angolazioni – ha sottolineato il direttore Riccardo Severi. Ad esempio, stiamo definendo una collaborazione con Assosementi per individuare soluzioni in grado di contrastare gli effetti del clima sulla coltura attraverso la ricerca scientifica sul miglioramento genetico del seme”. Tra le altre attività, Aife/Filiera Italiana Foraggi è impegnata affinché il ministero della salute porti a termine l’aggiornamento delle Linee guida HACCP per contrastare i rischi biotici della coltura. Ancora, Aife/Filiera Italiana Foraggi è inserita all’interno del Comitato organizzatore del Congresso mondiale sull’erba medica che si terrà a Reims il prossimo novembre.
Allargando lo sguardo, l’intervento di Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia, esperto della Politica agricola comune (Pac) ha portato diversi elementi di riflessione. “La dotazione finanziaria del Piano Pac 2028-2034 – ha affermato Frascarelli – si suppone possa subire un taglio compreso tra il 10 e il 30% rispetto a quella attuale, un elemento che preoccupa a cui si aggiunge un problema che accomuna tutti gli Stati membri e che riguarda la scarsità di giovani imprenditori e operai da inserire nel comparto agricolo, al pari del reddito derivante dall’agricoltura che in Europa si sta progressivamente riducendo. Ciò è legato almeno in parte alla necessità di rendere più attrattivo il settore. Sicuramente la diversificazione del reddito agricolo – ha concluso Frascarelli – dovrà ricoprire un ruolo molto importante e si dovrà puntare sulla produzione di agroenergie. Nulla è ovviamente ancora deciso, ma tra le luci e le ombre della nuova Pac un dato è sicuramente positivo: la decisione arriverà nel secondo semestre 2026, quando alla presidenza del Consiglio europeo siederà l’Irlanda”.

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