Carlìn Petrini, buono come il profumo del pane

Carlin Petrini se ne è andato e da oggi in poi Bra, sua città natale, sarà un po’ più triste, con il risultato che le soste all’Osteria Boccondivino, luogo di delizie gastronomiche in via Mendicità Istruita, in quel cortile dove tutto (Slow Food) ebbe inizio, assumeranno un senso di laico pellegrinaggio. Forse non tutti lo hanno amato e, diciamocelo apertamente, Petrini non ha mai fatto nulla per essere troppo piacione, ma ha espresso le proprie opinioni con una chiarezza di cui in questi anni privi di nerbo, sentiamo sempre più la mancanza, restando però aperto all’autocritica.

Food activist

Quando nel 2008 il quotidiano britannico Guardian lo inserì nella lista delle 50 personalità che potrebbero salvare il pianeta (ad onor del vero fra gli eletti c’era anche Elon Musk), lo descrisse così: “Carlo Petrini è l’unico attivista anti-McDonald’s ad essere stato accolto negli uffici di David Cameron, David Miliband, il principe Carlo, Al Gore e Barack Obama. Fondatore del movimento internazionale Slow Food, nominato qui da Vandana Shiva, è idolatrato dai gourmet benestanti e oziosi per aver promosso l’agricoltura di piccola scala e di alta qualità e per aver organizzato una vita rilassata attorno a pranzi lunghi. Ma Petrini, un uomo di sinistra alla vecchia maniera, ha uno scopo molto più serio che non salvare la sardina o il prosciutto di Parma. Il movimento Slow Food si è ormai espanso in oltre 100 paesi e scaglia dardi avvelenati contro l’intera cultura del fast food e contro i produttori alimentari multinazionali che, presi insieme, hanno devastato gran parte dell’ambiente”.

Impegno sociale

Per Petrini “fare la spesa è un atto politico”, ma Carlìn amava anche ripetere che “chi semina utopia, raccoglie realtà”, un mantra che ci fa ben sperare in un mondo in cui gli utopisti (al pari degli anarchici) sono quasi estinti, sostituiti dal vociare dei sovranisti. Ci piacerebbe ricordarlo come uno dei primi a trasformare la biodiversità (sostenibilità ambientale) in business (sostenibilità economica), due aspetti che non possono essere disgiunti l’uno dall’altro. Poi qualcuno, più incline agli affari, ci avrà forse lucrato sopra in maniera un po’ disinvolta, ma l’idea era e resta buona e porta dentro di sé un sentimento etico profondo, che è forse l’eredità più sincera di “Carlìn”, un po’ come l’odore del pane caldo che si respira d’inverno quando passi davanti ad un forno: impalpabile, persistente, buono.

Che la Terra (madre) ti sia lieve.

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