Giulio Federici, segni particolari: “Frisitaliano”

di Giovanni De Luca

Investire sull’automazione oggi non basta più. Occorrono partner capaci di erogare servizi a valore aggiunto, nella massima flessibilità. Ecco il motivo per cui la famiglia Brunelli Federici ha scelto Frisitali.

Ai posteri l’ardua sentenza, ma ci sentiamo di dire con serenità che Pieve Ecoenergia sia uno degli allevamenti più belli che abbiamo mai avuto modo di conoscere. Bello da vedere, perché è sempre tutto in ordine, con una pulizia che non è ruffiana solo per fare bella figura con il visitatore, ma è una filosofia di vita. Efficiente al massimo, perché Giulio Federici e i suoi non sono certo allergici al lavoro, ma l’automazione aiuta e loro nell’automazione credono e investono. Da sempre aperti ad una vera economia circolare dove le deiezioni degli animali diventano un’importante materia prima per produrre energia e biometano.

La vecchia stalla e la nuova (in primo piano) sono divise dalla strada provinciale

Investimenti continui

A Cingia de’ Botti (Cr) c’è sempre fermento e i cantieri si susseguono continuamente, anche perché l’azienda sta vivendo un’importante ristrutturazione che a breve porterà la “stalla vecchia” allo stesso livello tecnologico della “nuova”, con robot di mungitura e di alimentazione. Ma né Danio il babbo, né Giulio (il figlio) se la tirano, anche se hanno piena consapevolezza di quanto abbiano realizzato in questi anni e cercano sempre di guardare un po’ più avanti per anticipare le tendenze del mercato. Oggi sono più di 1.000 le vacche in mungitura e gli ultimi dei 16 robot entreranno in servizio fra pochi mesi, testimonianza concreta della visione dei due imprenditori.

Anche in vitellaia massima automazione e personale ben formato

Risposte dinamiche

Quello che ci ha colpito è sapere che in questi anni la stalla nuova non sia mai stata iscritta ai controlli funzionali e che solo oggi gli allevatori cremonesi abbiano scelto di iscrivere la mandria ad un Libro genealogico. Una decisione che ci spiega Giulio: “Siamo una stalla commerciale e il nostro obiettivo è quello di produrre ottimo latte alimentare da conferire a Granlatte, di cui siamo storici soci. Abbiamo sempre avuto le nostre idee in termini di selezione, siamo cresciuti anche grazie all’esperienza dei consulenti e dei fornitori di mezzi tecnici che lavorano con noi e non abbiamo mai sentito l’esigenza di iscriverci ai controlli funzionali, anche perché abbiamo sempre trovato l’approccio classico abbastanza rigido. Di fatto non ravvisavamo alcun valore aggiunto derivante dall’iscrizione ad un Libro genealogico e quindi abbiamo dato priorità ad altri aspetti, tutto lì. Poi abbiamo conosciuto Frisitali e da lì si è sviluppata una collaborazione che ci ha portato ad iscriverci alla nuova associazione di razza, perché la loro offerta è in linea con le esigenze di una stalla come la nostra, dove la robotizzazione è estrema e dove a noi occorre avere un fornitore di servizi altrettanto veloce e flessibile, aperto ad utilizzare i nostri dati, nelle modalità con cui vengono generati in stalla”.

Le produzioni medie della mandria ospitata nella stalla nuova oscillano attorno ai 43 litri

Procedure snelle

“A noi non interessa tanto avere la visita del controllore ogni 40 giorni, con tutte le ritualità del caso, ma ci occorre un partner con cui creare attività a valore aggiunto, che ci aiutino a crescere e ad aumentare l’efficienza aziendale. Questo si estrinseca in un servizio agile, capace di dialogare in remoto con i robot di mungitura e con gli altri software aziendali, senza alcun impatto negativo sulla routine della stalla. E questa è un’esigenza non solo mia, ma di tante altre stalle che, come noi, hanno investito importanti risorse nell’automazione e che vedono nella genetica e negli indici uno dei tanti strumenti per progredire, ma non certo l’unico obiettivo di vita. Altro aspetto non meno importante, specialmente per una realtà con tanti capi come la nostra, è anche la sostenibilità economica di questa scelta, con costi modulari, costruiti intorno alle nostre esigenze. Certo, sono consapevole che il robot non ti dia un dato esatto sulle cellule, ma le indicazioni che ci fornisce, elaborate in Dairy Comp, sono sufficienti per la gestione della mandria. Senza mai dimenticare che il laboratorio Granlatte è tempestivo a fornirci analisi precisissime del latte conferito quotidianamente”.

Ampi spazi per le vacche in modo che i robot possano girare al meglio

Asciutta selettiva

“Da un paio di anni – continua Giulio – abbiamo affrontato il tema dell’asciutta selettiva utilizzando i dati che avevamo a disposizione grazie ai robot, e il lavoro svolto con i veterinari che seguono l’azienda ci ha permesso di ottimizzare queste informazioni e di avere una gestione in linea con le richieste della normativa. Da Frisitali mi aspetto una serie di servizi che vadano in questa direzione, senza troppi irrigidimenti e con l’apertura mentale di collaborare con le aziende che producono robot per rendere ancora più fruibili i dati. Abbiamo già parlato di lavorare insieme per prendere in considerazione dati come il flusso del latte, un’informazione che il robot registra tutte le volte che un animale entra a farsi mungere. Rispetto alle stalle americane al top delle classifiche noi mungiamo a 3,8 kg/minuto mentre loro arrivano a 4,8 kg/minuto. Sono convinto che ci sia spazio per crescere sotto questo profilo, così come mi immagino che non sarà una passeggiata, ma almeno proviamoci. Credo fermamente che la direzione sia questa e confido che Frisitali possa rispondere alle richieste delle tante stalle commerciali che condividono le nostre stesse esigenze”.

Protocolli ben precisi anche per rifare le cuccette

Spazio all’automazione

Quando anche la stalla vecchia sarà ammodernata, in totale saranno 16 i robot di mungitura in servizio, per un totale di circa 1.100 animali in mungitura. Se nella stalla nuova oggi le medie viaggiano attorno ai 43 litri, l’obiettivo di Giulio è quello di alzare le medie anche dell’altro allevamento che oggi, in strutture datate, è comunque attorno ai 38,5 litri. Di certo la loro è una realtà in cui l’automazione di ogni fase produttiva è finalizzata a raggiungere obiettivi sempre più impegnativi, garantendo alle bovine una qualità della vita elevatissima e offrendo ai dipendenti un ambiente di lavoro altrettanto positivo. “È un modo per crescere tutti insieme – conclude Giulio Federici – rispettando le persone, facendole crescere e rendendo il nostro allevamento un posto di lavoro attrattivo per i nuovi talenti che si avvicinano a questo mondo. E in questo l’automazione gioca un ruolo determinante”.

In azienda c’è spazio anche per la formazione del personale e la sua crescita professionale

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