Siccità e mangimi: Fefac chiede misure straordinarie all’Ue

Come ricorda Mangimi & Alimenti, le ripetute ondate di calore e la siccità stanno aumentando la pressione sulla disponibilità di foraggi e materie prime per l’alimentazione animale in diversi Paesi europei. Tanto che Fefac, la Federazione europea dei produttori di mangimi, lancia l’allarme.

Secondo Fefac, gli effetti della situazione climatica si stanno facendo sentire sia nell’Europa centrale, meridionale e sud-orientale, sia nelle principali aree produttive dell’Europa nord-occidentale. Una valutazione che trova conferma anche nelle analisi del Jrc-Mars e nella valutazione d’impatto iniziale di Copa-Cogeca.

Foraggi e mais sotto pressione

Tra le conseguenze più rilevanti per le filiere zootecniche c’è la carenza di foraggi e colture estive, che interessa soprattutto gli allevamenti di bovini e altri ruminanti. In diverse aree gli allevatori sono già costretti ad anticipare l’utilizzo degli insilati e dei foraggi destinati alla stagione invernale, con il rischio di ridurre ulteriormente la disponibilità nei prossimi mesi.

A preoccupare è anche il previsto calo della produzione di mais nell’Ue, che potrebbe accentuare la pressione sulla filiera mangimistica, riducendo la disponibilità sia di granella sia di insilato.

La situazione, secondo Fefac, è particolarmente critica e viene considerata potenzialmente peggiore di quella registrata durante la grande ondata di calore del 2018. Per questo la Federazione chiede alla Commissione europea di adottare misure straordinarie per sostenere la disponibilità di cereali e foraggi e prevenire interruzioni nelle forniture.

Più importazioni di mais e nuove fonti di fibra

Le stime elaborate dagli esperti Fefac indicano un fabbisogno aggiuntivo di oltre 7 milioni di tonnellate di mais importato nel prossimo anno commerciale. Le importazioni complessive dell’Ue potrebbero quindi superare i 26 milioni di tonnellate, con Ucraina, Stati Uniti e Brasile tra i principali Paesi di provenienza.

Per Fefac sarà inoltre necessario facilitare l’accesso ai cereali da foraggio provenienti da altri Paesi terzi, così da diversificare le fonti di approvvigionamento.

Un altro punto particolarmente importante per gli allevamenti di ruminanti riguarda le colture fibrose e i sottoprodotti, che potrebbero contribuire a compensare la minore disponibilità di foraggi. In questo contesto viene citato il panello di palmisti: secondo Fefac, l’entrata in applicazione del Regolamento europeo sulla deforestazione (Eudr), prevista dal 31 dicembre 2026, rischia di ridurne significativamente la disponibilità sul mercato.

La minore produzione di foraggi potrebbe inoltre determinare un aumento del deficit proteico dell’Ue, accrescendo la domanda di materie prime proteiche, a partire dai prodotti a base di soia destinati ai mangimi.

Le cinque richieste di Fefac

Per affrontare l’emergenza, Fefac propone cinque interventi principali:

  • garantire il libero transito e l’accesso al mercato europeo dei cereali da foraggio provenienti dall’Ucraina;
  • valutare deroghe temporanee a livello nazionale sui limiti massimi di residui (Lmr) per i cereali importati destinati esclusivamente all’alimentazione animale, sulla base di una valutazione del rischio e previa valutazione dell’Efsa, come già avvenuto nel 2022;
  • sospendere l’applicazione dell’Eudr alla farina di palmisti, per garantire anche nel 2027 l’accesso a questa importante fonte alternativa di fibra per i ruminanti;
  • accelerare i lavori per semplificare e ridurre gli oneri amministrativi legati all’applicazione dell’Eudr ai prodotti a base di soia destinati all’alimentazione animale;
  • valutare l’estensione delle deroghe temporanee dell’Ue per le fonti proteiche nei mangimi biologici e per i foraggi.

Fefac sottolinea infine l’impegno dell’industria mangimistica nel sostenere le altre componenti della filiera, contribuendo a garantire la continuità delle attività degli allevamenti e il benessere degli animali. Tra gli strumenti già disponibili rientra anche l’adattamento delle formulazioni delle razioni per affrontare gli effetti dello stress da calore.

Per la Federazione, tuttavia, gli interventi della filiera non sono sufficienti. La combinazione tra siccità, minore disponibilità di foraggi e probabile riduzione della produzione di mais rende necessario un intervento coordinato a livello europeo per evitare che le difficoltà di approvvigionamento si traducano nei prossimi mesi in ulteriori aumenti dei costi e in una maggiore pressione sui bilanci degli allevamenti.

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