In occasione dell’assemblea annuale a Bruxelles, il Gruppo foraggi essiccati del Copa-Cogeca ha riconfermato alla presidenza Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi (www.aife.eu), così come Eric Masset, alla vicepresidenza, rispettivamente a destra e sinistra nell’immagine.
I numeri del 2024 e 2025
Lo scorso anno, per Spagna, Italia, Francia, Germania, Olanda e Bulgaria la produzione di foraggio disidratato è stata rispettivamente di 1.133.000 t, 970.000 t, 770.000 t, 185.878 t, 68.000 t e 19.000 t, per un totale complessivo di 3.145.878, con un incremento di circa 72.000 t rispetto al 2023.
Per quanto riguarda il 2025, le previsioni di sostanziale stabilità rispetto al 2024 sono state smentite dalle rese che soprattutto in Spagna e in Francia, con il primo taglio, sono state invece in calo, in gran parte per gli effetti dei cambiamenti climatici che portano all’alternarsi di siccità e piogge copiose. Fortunatamente l’Italia non ha registrato un analogo andamento. Va sottolineato che l’innovazione negli impianti di trasformazione compensa almeno in parte in termini di qualità la perdita produttiva.
Futuro
“Sempre in riferimento alle conseguenze dei cambiamenti climatici e all’adattamento ad essi – spiega Severi – abbiamo convenuto che occorre incentivare la ricerca scientifica legata al miglioramento genetico del seme”.
Inoltre, durante l’assemblea è stato presentato Gruppo foraggi essiccati del Copa-Cogeca e alla DG Agri uno studio voluto da AIFE/Filiera Italiana Foraggi, che analizza il carbon footprint di tutte le fasi produttive dell’erba medica disidratata, dal campo alla stalla, e che ha permesso di ottenere la Certificazione di sostenibilità. “Il lavoro è stato condotto da Turtle srl, spin-off dell’Università di Bologna guidato dal professor Augusto Bianchini – afferma Severi – è unico a livello internazionale ed ha suscitato grande interesse: diversi Paesi hanno manifestato l’intenzione di seguire la medesima strada in un’ottica di maggiore valorizzazione e promozione del foraggio. La comunicazione a questo riguardo sarà fondamentale – conclude – perché solo attraverso un’informazione corretta e puntuale la filiera potrà raggiungere gli obiettivi che si è data non solo da un punto di vista commerciale, ma soprattutto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica”.
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