R4D fa tappa in Slovenia

di Giovanni De Luca

Un nuovo appuntamento con Resilience for dairy, il progetto europeo per mettere in contatto gli allevatori da latte e condividere le strategie per aumentare la sostenibilità delle aziende zootecniche

L’idea che sta alla base del progetto R4D, acronimo di Resilience for dairy (Resilienza per le stalle da latte) è semplice, ma geniale al tempo stesso: mettere insieme allevatori di tutta Europa, fare visitare loro le stalle dei colleghi stranieri, condividere le esperienze comuni, parlare delle differenze, spesso profonde, fra i vari sistemi produttivi e trovare le soluzioni migliori per risolvere i piccoli e grandi problemi che ogni allevatore di trova ad affrontare.
Da quando il progetto è partito siamo stati insieme alla squadra italiana di R4D, capitanata dal Crpa di Reggio Emilia, in Irlanda, Francia e Belgio, ora è tempo di spostarci ad Est per conoscere la realtà slovena. Un piccolo Paese con appena 2,1 milioni di abitanti, distribuiti su una superficie di 21mila chilometri quadrati, un’area grande poco meno dell’Emilia Romagna.

Poca terra, molti boschi

La superficie agricola rappresenta il 22,8% della Slovenia ed è composta per solo l’8,4% da terreni arabili, mentre i pascoli permanenti sono ben il 13,1%, ma a giocare il ruolo prevalente sono i boschi e le foreste con il 62,3%.Il colore dominante del Paese è il verde dei campi e delle zone boscate, distribuite in molte aree collinari e di montagna, che rendono la Slovenia una meta in forte crescita per il turismo europeo.

Le stalle che abbiamo visitato sono piccole per gli standard della Pianura Padana, ma in linea con quelli della montagna italiana. Molto differenziato il livello tecnologico, con una generalizzata crescita nella diffusione dei robot di mungitura, essenziali per trattenere le nuove generazioni in stalla. Sotto il profilo climatico sono anni difficili, che hanno fatto conoscere agli allevatori sloveni i problemi della siccità estiva, ma con periodi caratterizzati da una pericolosa concentrazione delle piogge che hanno portato ad estese alluvioni che hanno colpito il Paese nell’agosto del 2023. Senza dimenticare le preoccupazioni rappresentate dal Governo in carica, molto sensibile alla lobby vegana, che sta lavorando ad un pacchetto normativo potenzialmente devastante per gli allevatori.

L’azienda della famiglia Dolinar a Sovodenj

Jakob Dolinar
Località: Sovodenj

Jakob è un giovane allevatore fortemente motivato nella sua attività, che ha rilevato l’azienda di montagna (900 metri slm) del padre nel 2015. Una realtà di medie dimensioni per la Slovenia con 30 vacche Simmental in mungitura e una dozzina di manze, che partoriscono per la prima volta a 28 mesi. Jakob e sua moglie lavorano a tempo pieno in stalla e nel caseificio aziendale, con l’aiuto saltuario degli altri componenti della famiglia. Gli animali ideali per Dolinar? Devono saper pascolare, avere un latte ideale per la trasformazione e per questo si scelgono tori BB e A2A2. Le produzioni viaggiano attorno ai 74 quintali di media, con il 4,03% di grasso e il 3,49% di proteina e, nonostante le piccole dimensioni, tutti gli animali sono genotipizzati. 

Per Jakob Dolinar il pascolo e l’utilizzo del fieno raccolto nei 30 ettari di prato è la base su cui costruire il futuro della stalla

Per Jakob è importante che la sua mandria pascoli e si alimenti di fieno per avere una produzione lattiero-casearia in linea con le aspettative del consumatore, ma an- che per contenere i costi ridurre al minimo l’impiego di concentrati che oggi si attesta attorno ai 1.350 kg/vacca/anno. “L’obiettivo è quello di portare avanti la stalla, di nostra proprietà da tre generazioni, senza snaturarne le caratteristiche e soprattutto lasciandomi del tempo libero da condividere con la mia famiglia. Oggi vendiamo il 50% del latte prodotto (prezzo 0,47 centesimi + Iva, in calo di 8 centesimi rispetto alla campagna precedente) e in futuro vorremmo aumentare la quota lavorata nel nostro caseificio e venduta nel nostro piccolo negozio, ma in ogni scelta dobbiamo sempre ricordaci che siamo in zona di montagna, senza terreni arabili e che il nostro futuro è scritto nel pascolo”.

I formaggi prodotti in azienda sono per la maggiorparte venduti con minime stagionature

Gregor & Marta Ročnik
Località: Šoštanj
La stalla di Gregor è una realtà medio/grande in Slovenia con le sue 66 vacche e le 31 manze di razza Frisona e Brown Swiss, ai vertici delle classifiche nazionali per produzione di latte (primo parto a 24 mesi). Una struttura gestita con professionalità che ha chiuso il 2023 con medie di 138 quintali per capo ed un consumo medio di concentrato di 2.350 kg/vacca/anno.

Gregor Ročnik è uno degli allevatori sloveni con le produzioni più alte del Paese. La stalla è in zona collinare e la famiglia Ročnik sta pensando ad eventuali attività agrituristiche

L’azienda (350 metri slm) può contare su 40 ettari di terreno agricolo di cui 24 ha di prato permanente, 11 ha destinati al trinciato di mais e 5 ha a pascolo, a cui si aggiungono 16 ha di bosco. La loro storia inizia nel 1936 con 4 Brune, poi la stalla è cresciuta costantemente e oggi è Gregor a portarla avanti in chiave intensiva, valorizzando al massimo il foraggio prodotto: “Insieme ad al- tri allevatori della zona abbiamo acquistato ottime macchine per la fienagione che utilizziamo a rotazione, perché altrimenti l’investimento sarebbe stato difficile da affrontare per una singola azienda. In questo modo riesco ad ottenere fieni al 24% di protei- na che bene si inseriscono nelle nostre razioni. Stiamo meccanizzando il più possibile e il robot di mungitura ci ha cambiato la vita, anche sotto il profilo della salute animale. Ma soprattutto ci lascia
del tempo libero per coltivare le nostre passioni e stare con la famiglia”.
Nel 2023 la stalla ha prodotto 849.822 kg di latte, venduti tramite una cooperativa locale ad un prezzo di 40 centesimi + Iva, che non soddisfa per nulla Gregor.

Oltre al robot di mungitura e allo spingiforaggio oggi si sta pensando di installare un sistema robotizzato per la distribuzione della razione, ma le diverse quote del terreno attorno alla stalla rendono complessa l’operazione

Simon Čretnik
Località: Žalec
Simon ha le idee chiare ed è aperto all’innovazione e per la sua mandria 55 vacche adulte (Frisona e Bruna, primo parto a 26 mesi) ha scelto una soluzione che non avevamo visto mai altrove e tutta la superficie a loro disposizione è ricoperta con speciali materassi che fanno percolare l’urina, lasciando ad un robot il compito di passare 12 volte al giorno per rimuovere le deiezioni. Il risultato è incredibile e non abbiamo visto una sola vacca con i garretti abrasi dalla gomma. Unico neo il fatto che il robot, per passare, costringa le vacche che stanno ruminando ad alzarsi, ma l’allevatore ci dice che gli animali si abituano in fretta.

Il Simon Čretnik pensiero è semplice: più benessere per gli animali, meno problemi per gli allevatori e più tempo libero per la famiglia. Chi può dargli torto? La stalla con i tappeti percolanti: nessun garretto abraso, nessun odore di ammoniaca e molto relax

“Abbiamo meccanizzato il più possibile, inserendo anche il robot di mungitura, sia per una questione di benessere animale, sia per garantirci più tempo libero. I tappeti in stalla sono stati la nostra vera rivoluzione e ci hanno ulteriormente semplificato la gestione ad un costo di 160 euro/m2, che trovo un ottimo investimento. Il nostro principale problema è legato alla difficoltà di trovare terreno agricolo, ormai costosissimo ed eccessivamente parcellizzato, visto che quasi tutti i nostri appezzamenti hanno una estensione inferiore all’ettaro”. Le medie sono di 116 quintali/anno con un consumo per vacca di 1800 kg di concentrato. Si lavora molto sulla longevità e oggi Simon ha una rimonta del 22%.

Il robot di Simon per la raccolta delle deiezioni passa 12 volte al giorno per tenere puliti i tappeti

Toni Kukenberger
Località: Trebnje
La loro è una stalla bonsai, vocata al biologico, alla trasformazione del latte, senza utiliz- zare alcun insilato. Solo 24 le vacche Brune, che partoriscono a 27 mesi. Toni è giovane, ma ha le idee chiare e soffre un po’ per dover gestire una stalla che è letteralmente in mezzo ad altre case, che ne limitano la crescita. Anche in questo caso il pascolo, da aprile ad ottobre, è una risorsa fondamentale, ma è fuori dal villaggio, costringendo la famiglia Kukenberger ad dover mungere gli animali con una mungitrice carrellata per non dover far percorrere alla mandria troppa strada. 

Toni Kukenberger crede nei valori dell’agricoltura biologica, specialmente per le piccola realtà come la sua - L’impianto di mungitura mobile è indispensabile per lavorare al pascolo

Il giovane Kukenberger ha rilevato la stalla dai genitori nel 2010 e tre anni dopo era già in biologico, ottenendo nel 2016 la certificazione come produttore di latte fieno. Oggi dei 180.809 kg di latte prodotto (87 quintali di media/vacca) annualmente il 90% viene trasformato in azienda: “Abbiamo lavorato molto con il consumatore – ricorda Toni – per far conoscere il nostro modo di lavorare e per posizionarci in una fascia di mercato remunera- tiva, almeno per gli standard sloveni. La zona si presta bene anche per l’agriturismo e abbiamo mille progetti, ma dobbiamo spingere sull’immagine di una stalla aperta ai visitatori, per- ché il benessere dei nostri animali, il fatto che possano pascolare e si alimentino naturalmente è il nostro valore aggiunto”.

Al pascolo per 6-7 mesi, ma anche qui in estate la siccità inizia a farsi sentire - I formaggi sono fondamentalmente di una tipologia unica, aromatizzati con erbe diverse

La Slovenia è una realtà produttiva molto diversa dalla nostra, ma a ben guardare i problemi degli alleva- tori sono gli stessi: siccità estiva, concentrazione delle piogge in poche settimane, opinione pubblica molto pressante, prezzi del latte in calo, difficoltà a trovare terreni agricoli. Il messaggio di resilienza che è emerso da queste visite? Rendere più efficiente la stalla, dare massimo spazio alla meccanizzazione per trovare un livello ottimale fra vita lavorativa e vita privata. La potremmo chiamare “sostenibiltà sociale”…

Approfondimenti

Per ogni informazione sul progetto Resilience 4 Dairy l’indirizzo è www.resilience4dairy.eu
o è possibile contattare il Crpa, coordinatore delle iniziative in Italia, all’indirizzo www.crpa.it

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