Parmigiano Reggiano, una Dop sempre più internazionale

Nel 2025 sono cresciuti export (+2,7%, con un +4,2% nei mercati extra-Ue), produzione (+2,7%) e valore al consumo, mentre frena il mercato domestico (-10%)

Il Parmigiano Reggiano rafforza il proprio posizionamento globale e consolida il valore, in un contesto macroeconomico complesso. È quanto emerge dai dati economici 2025 presentati dal Consorzio nel corso dell’annuale conferenza stampa.

A fronte di uno scenario segnato da crisi geopolitiche, incertezza sui mercati internazionali e tensioni sul commercio globale, il giro d’affari al consumo ha raggiunto i 3,96 miliardi di euro. Le dinamiche di mercato evidenziano un andamento divergente tra Italia ed estero. Da un lato, la domanda internazionale continua a crescere (+2,7%), arrivando a rappresentare oltre la metà del sell-in complessivo (50,5%); dall’altro, il mercato domestico registra una sensibile contrazione dei volumi. In Italia l’aumento dei prezzi al consumo ha infatti determinato una riduzione della frequenza di acquisto e delle quantità per singolo atto, pur mantenendo stabile la base dei consumatori e sostenendo il valore complessivo. Il risultato è una flessione dei volumi pari a circa il 10%, a fronte di una sostanziale tenuta del giro d’affari.

 

Si rafforzano i prezzi all’origine

Sul fronte dei prezzi, prosegue il rafforzamento delle quotazioni all’origine: per il 12 mesi la media annuale si è attestata a 13,22 €/kg (+20,6% vs 2024), mentre per il 24 mesi l’aumento è stato del +24,8%, passando da 12,50 €/kg a 15,59 €/kg nel 2025.

La produzione cresce rispetto all’anno precedente, attestandosi a 4,19 milioni di forme contro i 4,079 milioni del 2024 (+2,7%). Parma si conferma prima provincia per volumi produttivi (1,391 milioni di forme), seguita da Reggio Emilia (1,242 milioni di forme), Modena (0,918 milioni di forme), Mantova (0,524 milioni di forme) e Bologna (0,115 milioni di forme).

Il 2025 segna dunque un ulteriore passo nel percorso di internazionalizzazione della Dop: la quota export supera la metà del totale (pari a 74.980 tonnellate), con una crescita del +2,7%. Tra i principali mercati, performance positive si registrano nel Regno Unito (+7,8%, 8.400 t.), in Canada (+8,3%, 3.900 t.) e Svezia (+8,8%, 2.500 t.). Anche gli Stati Uniti hanno confermato un trend positivo (+2,3%, 16.800 t.), mentre sono rimasti stabili i volumi destinati a Francia (-0,3%, 14.800 t.), e Germania (+0,1%, 10.400 t.).

 

Un momento della conferenza stampa. Secondo il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli (secondo da destra) occorre “continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto”

Negli Usa domina l’incertezza

Proprio negli Stati Uniti, primo mercato estero per il Parmigiano Reggiano, il quadro resta complesso. La recente introduzione di dazi aggiuntivi, che si sommano alla tariffa storica del 15%, ha portato il livello complessivo al 25%, con la possibilità di ulteriori incrementi. A ciò si aggiunge una forte incertezza normativa e operativa, che sta rallentando le importazioni: molti operatori attendono maggiore chiarezza prima di procedere con nuovi ordini.

«Il 2025 – ha dichiarato in occasione della Conferenza stampa Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio di tutela – conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale, con una quota export che ha superato la metà del totale e un posizionamento premium riconosciuto nei principali mercati. Stiamo facendo un grande lavoro per rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona globale del Made in Italy, capace di generare valore e garantire una buona remunerazione per la filiera. Allo stesso tempo, dobbiamo affrontare alcune sfide importanti: da un lato la contrazione dei consumi in Italia; dall’altro una situazione internazionale complessa, che ci penalizza in particolare negli Stati Uniti, dove l’incertezza normativa sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi. In questo scenario, sarà fondamentale continuare a investire sulla crescita nei mercati internazionali e sulla valorizzazione della distintività del nostro prodotto».

I numeri del Parmigiano Reggiano (dati 2025)

  • 2.103 allevatori / conferenti latte ai caseifici attivi a dicembre 2025
  • 242mila bovine di oltre 27 mesi di età per la produzione di latte
  • 2,08 milioni di tonnellate di latte prodotto
  • 15,5% della produzione nazionale di latte vaccino
  • 287 caseifici produttori a dicembre 2025
  • 4 milioni e 189.945 forme prodotte (pari a circa 168.225 tonnellate)
  • 50mila persone coinvolte nella filiera produttiva
  • 2,15 miliardi di euro giro d’affari alla produzione
  • 3,96 miliardi di euro giro d’affari al consumo
  • 74.980 tonnellate esportate vs 72.440 tonnellate nel 2024
  • 50,5% quota export vs 48,7% nel 2024
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