Latte: l’offerta rallenta e il prezzo alla stalla si stabilizza

Come illustra Crefis – Centro Ricerche Economiche Filiere Sostenibili, nei primi otto mesi del 2026 la produzione di latte nell’Unione europea ha raggiunto complessivamente 102,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita ha interessato i principali Paesi produttori: la Germania ha sfiorato i 23 milioni di tonnellate (+6%), la Francia ha raggiunto 16,6 milioni (+1,9%) e i Paesi Bassi 9,6 milioni (+4%). Anche in Italia l’offerta è aumentata, superando i 9,4 milioni di tonnellate, il 3,4% in più su base annua. Nel mese di agosto, tuttavia, sono diminuite sia le consegne di latte in Italia (-1,6%) che in Europa (-0,4%). Va ricordato che proprio in quel mese dello scorso anno era iniziato l’incremento produttivo a livello europeo che ha portato alla successiva riduzione dei prezzi medi alla stalla. Alla fine dell’estate, quindi, l’offerta sembra stabilizzarsi.

Il mercato del latte spot, dopo la fase di debolezza dei primi mesi dell’anno, ha mostrato un recupero nel corso del terzo trimestre. In Italia, la quotazione rilevata sulla piazza di Lodi si è attestata a 455,6 euro per tonnellata: un risultato in crescita del 36,8% rispetto al secondo trimestre, ma ancora inferiore del 24,4% rispetto al terzo trimestre del 2025. Anche sui mercati esteri si è registrato un recupero a settembre: il latte spot francese ha raggiunto 455 euro per tonnellata e quello tedesco 480 euro, rispettivamente in aumento dell’11% e del 10,3% sul mese precedente. Le medie trimestrali, pari a 421,3 euro per la Francia e 446,3 euro per la Germania, sono risultate superiori a quelle del trimestre precedente, ma ancora in calo su base annua.

Più stabile l’andamento del prezzo del latte italiano alla stalla, che nel terzo trimestre ha registrato variazioni contenute. La quotazione nazionale si è attestata a luglio 462 euro per tonnellata e ad agosto a 462,7 euro; per settembre la stima preliminare ha confermato il medesimo livello di agosto. La media del trimestre è stata quindi pari a 462,5 euro per tonnellata, in aumento dell’1,6% rispetto al secondo trimestre, ma in diminuzione del 20,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il confronto europeo evidenzia una tenuta relativa del prezzo italiano: la media dell’Unione europea, calcolata sui dati disponibili per luglio e agosto, è stata di 422,7 euro per tonnellata, in calo del 20,3% su base annua. Ad agosto il latte italiano ha così mantenuto un differenziale positivo dell’8,3% rispetto alla media comunitaria.

Tra i principali formaggi Dop italiani, il Parmigiano Reggiano ha confermato un andamento positivo mentre, per il Grana Padano, il recupero congiunturale non ha ancora compensato la flessione rispetto al 2025. Per il Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi, la quotazione media del terzo trimestre ha raggiunto 15,12 euro al chilogrammo, in crescita dell’1,2% rispetto al trimestre precedente e dell’11,5% su base annua. Sul fronte produttivo, nei primi nove mesi dell’anno sono state realizzate circa 3,31 milioni di forme, il 5,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il Grana Padano stagionato 9 mesi ha invece registrato una quotazione media trimestrale di 9,77 euro al chilogrammo, in aumento del 4,6% rispetto al secondo trimestre ma ancora inferiore del 10,5% su base annua. A settembre la quotazione è salita a 9,90 euro al chilogrammo. La produzione dei primi nove mesi ha superato di poco i 4,5 milioni di forme, con un incremento annuo dello 0,5%.

Per i prodotti industriali, il terzo trimestre ha restituito un quadro differenziato tra burro e latte in polvere. In Italia, dopo la flessione di luglio, il prezzo del burro è tornato a salire, raggiungendo a settembre 2,13 euro al chilogrammo (+6,3% sul mese precedente). La media trimestrale si è fermata tuttavia a 2,03 euro al chilogrammo, in calo del 4,5% rispetto al secondo trimestre e del 59,6% rispetto al terzo trimestre del 2025; le quotazioni italiane restano inoltre inferiori a quelle dei principali concorrenti internazionali. In Germania il burro ha raggiunto 4,19 euro al chilogrammo a settembre, mentre in Oceania si è attestato a 4,32 euro. Sul mercato del latte in polvere scremato, la media trimestrale europea è salita a 2,91 euro al chilogrammo (+7,1% sul trimestre precedente), contro i 3,30 euro degli Stati Uniti e i 3,01 euro dell’Oceania. Per il latte intero in polvere, le medie si sono attestate rispettivamente a 3,54 euro al chilogrammo nell’Ue, 4,16 negli Stati Uniti e 3,06 in Oceania. Le variazioni congiunturali sono state positive per il prodotto europeo (+6,7%), a differenza di quanto osservato sui mercati Usa e dell’Oceania.

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