Nell’ambito del Salone della Zootecnia di Agrilevante – Il faro per l’agricoltura del Mediterraneo, si è svolta la 5ª Mostra Nazionale degli ovini di razza Gentile di Puglia iscritti al Libro Genealogico. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Nazionale della Pastorizia (Assonapa) in collaborazione con l’Associazione Regionale Allevatori della Puglia.
Agrilevante rappresenta una delle manifestazioni fieristiche più rilevanti per l’agricoltura del bacino mediterraneo, con un focus specifico su tecnologie, impianti e meccanizzazione agricola. La sezione zootecnica, come ogni anno, ha riservato uno spazio importante agli allevatori e alle razze italiane.
La Gentile di Puglia, razza con radici antiche e futuro promettente, è autoctona dell’area foggiana, oggi allevata anche in Molise, Basilicata, Abruzzo e Calabria. La sua origine risale al XV secolo, frutto dell’incrocio tra razze locali e arieti Merinos importati dalla Spagna sotto Alfonso I d’Aragona. Oggi, è una razza a duplice attitudine: carne e lana, con utilizzo del latte per la produzione del Canestrato Pugliese Dop. Assonapa, in qualità di ente selezionatore, è impegnata nel miglioramento delle performance produttive e riproduttive della razza, promuovendo al contempo la conservazione delle sue pregiate caratteristiche, come l’elevata qualità della lana.
La mostra-concorso ha visto la partecipazione di 7 allevamenti (5 pugliesi e 2 molisani), per un totale di 89 capi iscritti. Gli esemplari sono stati valutati da una giuria tecnica composta dagli Esperti di Razza Bruno Conti e Rocco Bochicchio. A presentare l’evento, con grande professionalità, è stato il regista e speaker Nico Belloni.
A ricevere il titolo di “Miglior Allevamento” è stato Muccilli Stefano di San Massimo (Cb), distintosi per la qualità complessiva dei capi presentati e per l’impegno nella selezione della razza ovina Gentile di Puglia.
“La Mostra Nazionale della razza Gentile di Puglia ad Agrilevante 2025 – ha commentato Nicola Dibenedetto, Consigliere Assonapa – conferma il crescente interesse per la valorizzazione delle razze autoctone e per il ruolo fondamentale degli allevatori nella tutela della biodiversità e nella sostenibilità del comparto ovino”.
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