A poco più di un mese dal suo esordio nelle campagne dell’Unione europea, l’epidemia di dermatite nodulare contagiosa avanza dalla Francia verso il nordovest della Penisola. Tre comuni valdostani inseriti in zona di sorveglianza
Trentasette focolai a 36: è un sostanziale testa a testa tra Savoia e Sardegna nell’indigesta classifica Ue delle regioni più colpite dall’epidemia di Lumpy Skin disease. Ma mentre in Sardegna le misure sanitarie disposte dalle autorità nazionali trovano continui ostacoli – non ultima la decisione di oggi del Consiglio di Stato, che ha temporaneamente sospeso l’abbattimento dei capi non infetti individuati nei focolai – e la campagna vaccinale è ancora ferma ai blocchi di partenza (le dosi sono attualmente in corso di distribuzione alle Asl del territorio), nella vicina Francia abbattimenti e vaccinazioni proseguono a spron battuto per arginare la veloce avanzata del virus. A pagarne le conseguenze è anche il mitico Tour de France, che ha dovuto accorciare il suo percorso odierno per non far transitare i ciclisti nelle vicinanze di un focolaio localizzato alle pendici del Col des Saisies.
Vaccinazioni all’orizzonte
Ma per noi italiani la notizia è purtroppo un’altra: a seguito dei focolai notificati in Savoia, i Comuni di Courmayeur, La Thuile e Pré-Saint-Didier ricadono in zona di sorveglianza, e per l’intera Val d’Aosta si profila all’orizzonte una massiccia campagna di vaccinazione: “In considerazione del rapido avanzamento del fronte della malattia dalla Francia e dell’elevato valore genetico del patrimonio zootecnico della Regione, costituito esclusivamente da razze autoctone, di cui una a rischio di estinzione – ha infatti reso noto il Direttore Generale della Sanità Animale presso il Ministero della Salute, Giovanni Filippini – è stato stabilito di chiedere alla Commissione europea la fornitura dalla Banca Vaccini Europea delle dosi necessarie per vaccinare l’intero patrimonio bovino della Regione Valle d’Aosta. Nella stima dei vaccini saranno con ogni probabilità inclusi anche i capi provenienti dalla Regione Piemonte per l’alpeggio”.
In pianura padana, intanto, la situazione si mantiene al momento stazionaria, con l’unico focolaio mantovano ufficialmente estinto in data 28 giugno.