FIERA DI SANT’ALESSANDRO 2026: ANCORA UN SUCCESSO  

Ancora una volta, la tradizionale rassegna di Sant’Alessandro chiude con il segno più. Sono oltre 50.000 i visitatori che hanno scelto di trascorrere una o più giornate alla Fiera di Bergamo per immergersi nel mondo agricolo, conoscere le produzioni e le realtà del territorio, assistere agli appuntamenti in programma e vivere una manifestazione che, arrivata alla sua 23ª edizione, continua a richiamare un pubblico ampio e trasversale.

Grande soddisfazione per il traguardo raggiunto che conferma la forza di un appuntamento capace di mettere insieme operatori e appassionati, aziende e associazioni, famiglie e nuove generazioni. Una formula che ha trovato espressione nei 193 espositori, di cui 148 lombardi, e nei 30 appuntamenti che hanno animato la tre giorni, tra incontri professionali, attività dimostrative, momenti divulgativi, spettacoli e iniziative per il pubblico.

Il confronto sui temi che interessano più da vicino il comparto ha avuto un ruolo centrale. Gli incontri promossi da Coldiretti Bergamo, con il sostegno della Camera di Commercio di Bergamo, e da Aic – Associazione Italiana Coltivatori Nord Occidentale hanno portato in Fiera riflessioni sugli scenari internazionali, sulle prospettive del settore e sulle sfide a cui le imprese agricole sono chiamate a rispondere. A questi si è aggiunto l’appuntamento di Ats Bergamo sulla sicurezza e biosicurezza negli allevamenti. Accanto all’offerta indirizzata agli operatori, il pubblico ha trovato svariate occasioni per vivere appieno la manifestazione: tra le novità di questa edizione, la pigiatura dell’uva, realizzata in collaborazione con il Moscato di Scanzo, che ha riportato in Fiera uno dei gesti più rappresentativi della cultura contadina, attirando l’attenzione di grandi e piccini.

Ha suscitato curiosità anche il talk dedicato ai nuovi modi di raccontare il mondo rurale attraverso i social, tema sempre più centrale nel rapporto tra agricoltura, comunicazione e pubblico. Molto partecipati anche gli appuntamenti per famiglie e bambini, le degustazioni e le iniziative dedicate alle produzioni e alle tradizioni del territorio.

La giornata conclusiva ha riportato al centro la Rassegna Zootecnica, uno degli appuntamenti che più caratterizzano la Fiera di Sant’Alessandro, con gli animali protagonisti dell’area esterna e la successiva premiazione degli esemplari distintisi nelle diverse categorie. Una vetrina per il lavoro degli allevatori e per una filiera che continua a investire in qualità, sicurezza e professionalità.

Significativa anche la crescita del comparto equestre rappresentato in Fiera, che in questa edizione ha visto 80 cavalli presenti provenienti da diverse località della Lombardia, e ha ampliato il numero e la varietà delle discipline proposte.

“La Fiera di Sant’Alessandro è una manifestazione a cui Bergamo Fiera Nuova è profondamente legata, e siamo orgogliosi di organizzarla in collaborazione con Promoberg – ha dichiarato Giuseppe Epinati, amministratore unico di Bergamo Fiera Nuova. È un appuntamento storico, che racconta tradizione, valori e cultura del lavoro di questa terra, ma anche la capacità di innovare e affrontare i cambiamenti e le nuove tecnologie.”

“La ventitreesima edizione chiude con un significativo aumento dei visitatori – aggiunge Paolo Agnelli, presidente di Promoberg. Questo dato conferma il forte legame tra i bergamaschi, la tradizione e questa storica manifestazione. È un risultato che rafforza il valore di una Fiera che non è soltanto un appuntamento economico, ma anche un patrimonio storico e culturale del territorio. Le radici della Fiera di Sant’Alessandro affondano infatti in dodici secoli di storia, a partire dall’antico mondo della pastorizia, quando ad agosto i pastori scendevano dalle montagne con le greggi per incontrarsi, commerciare e stringere accordi. Già allora la Fiera era un luogo di scambio internazionale, frequentato anche da pastori austriaci e tedeschi interessati alla Pecora Gigante Bergamasca e alla sua pregiata lana. Da quella tradizione agricola e pastorale ha preso avvio una trasformazione che ha accompagnato lo sviluppo del territorio: il baco da seta, i primi telai, le miniere di ferro della Valle di Scalve, il legname e l’acqua dei nostri fiumi hanno contribuito alla nascita di produzioni e strumenti che hanno sostenuto la crescita manifatturiera e industriale bergamasca. È dunque anche il valore aggiunto della sua storia a rendere la Fiera di Sant’Alessandro un patrimonio fortemente radicato nella città, nel territorio e nella comunità.”

Abbonamenti alla rivista
12 numeri all’anno per restare sempre aggiornati!

Torna in alto