Azienda agricola Polizza, tutto il bello dell’automazione

Da quando i tre robot di mungitura sono al lavoro nella stalla nuova ed è il Consorzio agrario di Cremona che cura l’alimentazione delle bovine, le performance aziendali sono di anno in anno migliorate

 

“Dal 2019 in avanti, ovvero da quando c’è Marika Contesini del Consorzio agrario di Cremona a curare l’alimentazione della nostra mandria, la produzione di latte è sempre andata via via aumentando, ma senza alcuna penalizzazione sul fronte dei titoli. Anzi, da allora in poi siamo sempre riusciti anche a incassare i premi-qualità della nostra latteria”. Benvenuti a Medole (Mn), nell’allevamento che Sara Cappellari porta avanti con l’aiuto dei suoi dipendenti.

In stalla un totale di 400 capi di razza Frisona, tra cui 200 lattifere stabulate su cuccetta in un ampio e moderno capannone edificato nel 2018 e con 3 robot di mungitura. I risultati? Più che buoni, considerato che nell’ultimo anno la media produttiva di mandria ha oscillato tra i 41 e i 42 kg per capo al giorno (media primipare: 38 kg al giorno; media pluripare: 46 kg al giorno), ma con notevoli punte individuali: “guardi ad esempio la 103 – ci suggerisce Sara – che due giorni fa, a 63 giorni dal parto, ci ha fatto 87 kg di latte. Guardi che mammella…”.

Vero, la genetica fa certamente la sua parte (soprattutto se, come in questo caso, si scelgono tori “da robot”), ma all’origine di certe performance ci deve per forza essere – e qui, nella stalla “nuova” dell’azienda Polizza di Sara Cappellari, è un altro elemento che non manca – un ambiente “a misura di benessere bovino”. Ma non va dimenticato il terzo e fondamentale tassello, l’alimentazione.

La stalla nuova, edificata nel 2018, ospita circa 200 vacche in latte, munte per mezzo delle 3 stazioni robotizzate attivate (una per le primipare e due per le pluripare)
Da sinistra: la titolare dell’azienda, Sara Cappellari, analizza i dati offerti dai robot di mungitura con l’aiuto di Marika Contesini del Consorzio agrario di Cremona

 

Dai campi alla greppia

Ma se chiedete a Marika Contesini quale sia stato il suo segreto per centrare questi numeri, la prima cosa che farà è attribuire il merito ad altri: “sono le persone e tutto il contesto che portano a questi risultati. Io mi trovo così bene a lavorare in questa stalla, che ci verrei anche a dormire…”. Poi, incalzata nel merito, Marika ci indica le coordinate del suo metodo di lavoro: “così come tutti i miei colleghi alimentaristi del Consorzio agrario di Cremona – esordisce – mi occupo della gestione alimentare delle aziende clienti, dalla campagna fino alla stalla. Il fatto che questo sia un allevamento robotizzato non cambia questo approccio, l’unica differenza semmai è che qui, alla razione di base distribuita in rastrelliera, vengono affiancati un mangime in pellet e un alimento liquido, entrambi erogati nella mangiatoia del robot di mungitura (vedi anche tabella 1, ndR). Il pellet è denominato Robot Mark, ed essendo costituito da materie prime nobili oltre che da aromi, ha la duplice funzione di sostenere la produzione e di stimolare le vacche a recarsi alla stazione di mungitura. Dal canto suo il liquido da robot viene utilizzato come premio, e ciò vale sia per le vacche in post-parto sia per quelle più avanti, in modo tale che la loro curva di lattazione sia il più possibile persistente. Ma qui, come in tutte le altre aziende robotizzate che seguo in prima persona, suggerisco di dare sempre la massima importanza al carro-base”.

E il segreto messo a punto dal Consorzio agrario di Cremona per offrire alle vacche un buon PMR (Partial Mixed Ration) si chiama “miscelone”: “a chiunque pratichi un’alimentazione a base di insilati – spiega infatti la dottoressa Contesini – la nostra azienda mette a disposizione un pre-unifeed, costituito da medica disidratata e da diversi concentrati energetici e proteici, oltre che dall’integrazione vitaminico-minerale e da aminoacidi (leggasi metionina e lisina) ruminoprotetti”.

Un super-alimento, quindi, a cui il team dell’azienda Polizza aggiunge soltanto il silomais e l’insilato di loietto prodotti in azienda, con il risultato che la preparazione dell’unifeed diventa facile, precisa e rapida. E una volta passato il carro, è compito del robottino spingiforaggio riaccostare l’alimento alla mangiatoia.

 

Nel mirino c’è l’Afs

Quanto agli effetti della “cura Cap Cremona” sulla mandria di casa, Sara Cappellari non ha dubbi: “non soltanto le produzioni sono cresciute di anno in anno, cosa che renderebbe orgoglioso anche mio papà, Silvano Cappellari, il vero artefice di questa realtà. Ma mi rende felice anche il fatto che le bovine hanno una buona fertilità, godono di un ottimo stato di salute generale, per cui ci servono meno farmaci e meno extra-lavoro per curarle, e infine non hanno alcun problema di salute podale. Pensi che qualche giorno fa sono venuti qui in azienda i podologi che due volte all’anno eseguono il pareggio funzionale a tappeto, e mi hanno fatto i complimenti per le condizioni in cui hanno trovato la mandria”.

 

Grazie all’alimentazione e a un’ottima igiene di stalla, favorita da un adeguato gioco di pendenze della pavimentazione, la salute dei piedi è uno dei più evidenti punti di forza dell’azienda

 

E quando chiediamo alla nostra ospite quale sarà il prossimo investimento per rendere l’azienda Polizza ancora più performante, “sono da poco diventata proprietaria del fondo che la mia famiglia aveva in affitto da 98 anni – risponde Sara – per cui è meglio che per un po’ io resti ferma. Ma nel mirino ho già il robot di alimentazione. A dire la verità ci sto pensando già da un po’, ma non mi è chiaro se in questo allevamento, con un’alimentazione così semplice e standardizzata, potrei davvero trarne dei vantaggi”. Averne, di problemi così…

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