Azienda Artudi, tutto il gusto della zootecnia di precisione

In questa storica stalla della piana di Arborea (Or) l’impiego delle migliori tecnologie per l’alimentazione e per la gestione della mandria stanno dando i loro frutti

 

Una realtà agro-zootecnica che funziona come un orologino svizzero, quella che la famiglia Artudi conduce da ormai tre generazioni nella fertile piana di Arborea (Or). Da quando, infatti, i fratelli Renzo, Roberto e Marco Artudi stanno via via passando il testimone ai figli, l’azienda ha messo letteralmente il turbo, crescendo di anno in anno sia come numeri che come prestazioni e raggiungendo, oggi come oggi, risultati del tutto lusinghieri (su 180 bovine in lattazione, 38 litri al giorno per vacca come produzione media annuale). Ma i margini di miglioramento sono ancora notevoli visto che tra le principali prerogative del nuovo corso lanciato da Massimo e Fabio Artudi vi è senza dubbio l’impiego sistematico delle migliori tecnologie disponibili sul mercato per la gestione della mandria e per la trasformazione delle colture foraggere in ottimo latte. “Per ciò che riguarda il razionamento delle nostre Holstein – afferma Massimo Artudi (ritratto nella foto in alto insieme al padre Renzo) – la svolta è avvenuta circa 5 anni fa con il passaggio all’alimentazione di precisione firmata Cortal Extrasoy”.

I 65 ettari di terreno disponibile, tenuti a foraggere in doppia coltura, garantiscono all’azienda la piena autosufficienza foraggera

 

Nucleo personalizzato

Il metodo è quello che abbiamo visto altre volte, presso altri clienti dell’azienda mangimistica di Cittadella (Pd): si parte dall’analisi nel dettaglio della qualità e della digeribilità della fibra contenuta nei foraggi utilizzati in razione, per arrivare, spesso dopo aver riorganizzato l’attività in campagna, all’inserimento nell’unifeed aziendale di un nucleo complementare personalizzato, tagliato su misura delle reali esigenze dell’azienda agricola, e contenente le migliori tecnologie per la produttività e per la salute della mandria. “Sia le vacche che le manze hanno risposto benissimo al nuovo regime alimentare – sottolinea Massimo – e anche noi siamo rimasti favorevolmente impressionati dalla grande flessibilità del metodo di razionamento proposto da Cortal Extrasoy, e dalla sua capacità di fronteggiare con successo qualsiasi criticità”. Il riferimento è alla recente emergenza aflatossine che ha interessato gli allevamenti della piana di Arborea, e che è stata ricondotta all’utilizzo di farina di mais e di fiocchi di mais contaminati. “In realtà – si schermisce Fulvio Panetto, responsabile per la Sardegna del Dairy Service di Cortal Extrasoy – in questo caso il nostro intervento è stato abbastanza semplice perchè ai 2 chili di nucleo abbiamo aggiunto un chilo del nostro Cornex estruso, contenente materie prime certificate per essere esenti da micotossine, e poi abbiamo ribilanciato la razione (vedi tabella 1, ndR)”.

 

Fulvio Panetto di Cortal Extrasoy (al centro), tra Fabio Artudi (a sinistra) e Massimo Artudi

 

Età al primo parto

Uno dei maggiori successi che qui al podere 174 di Arborea attribuiscono all’alimentazione firmata Cortal Extrasoy riguarda l’età al primo parto, velocemente passata da una media di 26 mesi agli attuali 22 mesi. “A nostro parere – sostiene Massimo Artudi – è merito del mangime Grow Complete, somministrato agli animali dal giorno dello svezzamento, che qui pratichiamo intorno all’80esimo giorno di vita, fino ai 6 mesi di età. Di fatto a un anno di età le nostre manze sono già sufficientemente strutturate per poter essere fecondate per la prima volta, e a 13 mesi sono già gravide”. E tutti noi conosciamo bene quanto tutto questo possa incidere positivamente sulla carriera produttiva di una lattifera.

Consigli per l’estate

Un’altra brillante prestazione dell’alimentazione di precisione firmata Cortal Extrasoy risale all’ultima, torrida estate, quando in razione è stato inserito Summertech. “Un prodotto tecnologico specificamente studiato contro lo stress da caldo – spiega ancora Panetto – e che, essendo in grado di abbassare di 1-1,5 gradi la temperatura corporea della bovina e, soprattutto, di prevenire l’infiammazione e l’integrità della mucosa intestinale, preserva l’ingestione della mandria, scongiurando qualsiasi calo produttivo e di fertilità”. “Tutto vero – conferma Massimo Artudi – perché grazie a Summertech, nel corso dell’estate 2025, non abbiamo perso un solo chilo di consumo alimentare. E agendo in sinergia con i dispositivi di raffrescamento e probabilmente anche con l’impianto di nebulizzazione dei prodotti anti-mosche, il risultato è stato che ad agosto la media produttiva è rimasta stabile sui 38 litri di latte al giorno”.

 

“Grazie a Summertech, nell’estate dello scorso anno non abbiamo perso un solo chilo di ingestione alimentare”. Parola di Massimo Artudi

 

Nuove sinergie

E adesso, in vista della prossima lunga estate calda, qui al “podere 174” c’è grande attesa per le prestazioni dell’ultimo ritrovato tecnologico acquistato dalla famiglia Artudi, i boli ruminali intelligenti in grado di registrare decine di informazioni – tra cui attività motoria, temperatura corporea, minuti di ruminazione e consumo d’acqua di bevanda – e di permettere così all’allevatore di intervenire prontamente in caso di significative deviazioni di alcuni di questi parametri dalla normalità. “Al momento – sottolinea Massimo – siamo contentissimi del nuovo acquisto, perché abbiamo appurato che effettivamente questi boli ruminali hi-tech ci permettono di intervenire precocemente, prima che il problema si manifesti, sia che si tratti di una mastite o magari di un gruppo di animali in stress termico”. Con la consapevolezza che la prossima estate, grazie al contributo di Summertech e più in generale dell’alimentazione di precisione firmata Cortal Extrasoy, la mandria della famiglia Artudi potrà essere efficacemente protetta dalle ondate di calore.

 

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