E la mandria ha fatto boom!

Con il trasferimento in una stalla più ampia e moderna e il passaggio alla mungitura robotizzata, le vacche della famiglia Orsini di Montanaso Lombardo (Lo) sono non soltanto aumentate di numero, ma hanno anche cambiato marcia. Merito della mentalità imprenditoriale dei titolari ma anche della professionalità dei fornitori e dei consulenti aziendali

Gli esperti di gestione aziendale lo predicano da anni: il buon imprenditore è colui che sta attento ai costi guardando ai ricavi e che quindi sa scegliere le spese da affrontare in base al loro ROI, al loro ritorno sull’investimento. Ed è per puntare i riflettori su un’azienda zootecnica ben gestita che in un caldo giorno dello scorso agosto ci siamo recati alla Cascina Pantanasco di Montanaso Lombardo (Lo) in visita all’allevamento della famiglia Orsini. Una realtà, scopriamo, che è anche al centro di un’incredibile storia di crescita, quella che in pochi anni ha visto le 180 frisone in lattazione diventare più di 300 (e a breve 400…) e la produzione media giornaliera passare dai 35 chili per vacca munti in sala del 2022 (su 2 mungiture giornaliere) ai 46,8 chili munti al robot dello scorso mese di agosto (su oltre 3 mungiture di media).

Da sinistra: Paolo Orsini con il figlio Francesco e Chiara con il papà Antonio Orsini

 

Pressing dei giovani

“Fu in occasione dell’epidemia di Covid – spiegano Antonio e Paolo Orsini, da alcuni anni affiancati nel lavoro in stalla, porcilaia e campagna dai figli, rispettivamente Chiara e Andrea, e Michele e Francesco – che prendemmo definitivamente la decisione di costruire per le nostre vacche una nuova stalla a cuccette, più ampia e moderna della precedente e provvista di robot di mungitura. Abbiamo iniziato con 180 bovine in stalla e con 4 box automatizzati ma poi, sull’onda dei buoni risultati, dal giugno del 2024 i robot sono diventati 6, e abbiamo inserito in stalla un altro centinaio di capi”.

A pesare sulla decisione dei due fratelli lodigiani di realizzare questo oneroso investimento (co-finanziato dai fondi del Psr) è stato il pressing dei giovani di casa, “che rispetto a noi – riconoscono i due fratelli – sono più lungimiranti. E per fortuna che li abbiamo ascoltati: detto con il senno di poi, grazie a questo salto tecnologico, abbiamo fatto un enorme passo avanti non soltanto in termini di efficienza e di qualità della vita, ma anche di valorizzazione dell’azienda”.

 

La nuova stalla è dimensionata per ospitare in pieno benessere 400 vacche e 8 robot

 

Atterraggio morbido

Ma ritorniamo al 2023 e precisamente al giorno di novembre in cui le prime 40 primipare sono state trasferite nella nuova stalla robotizzata. “È stato un momento impegnativo ma non traumatico – convengono i fratelli Orsini – in virtù del fatto che abbiamo letteralmente accompagnato gli animali nella loro nuova dimora. A influire sulla buona riuscita dell’operazione è stato sicuramente il fatto che siamo stati tutti presenti in stalla fino alle 2 di notte, e che abbiamo interagito con la mandria con dolcezza e tranquillità. Ma per ciò che riguarda il rapido adattamento della mandria al robot sono stati determinanti non soltanto il lavoro di selezione genetica svolto in precedenza, ma anche la competenza e la presenza di chi ci ha costruito la stalla, di chi ci ha fornito i robot e del personale dell’azienda mangimistica che da anni ci fornisce lo starter dei vitelli. Ci riferiamo in particolare a Paolo Goldaniga, che in qualità di referente tecnico robot di Cortal Extrasoy ci ha affiancato nelle prime fasi di quella che per noi era una nuova avventura”.

“All’inizio, per me – aggiunge Chiara Orsini, dal 2021 parte del team aziendale e oggi onnipresente in stalla – gestire i robot era un compito del tutto nuovo, dovevo prendere confidenza con il software gestionale e capire quali erano i dati da monitorare con attenzione. In questo Paolo Goldaniga mi ha dato una bella mano: è stato sempre presente al mio fianco, ma senza risultare invadente”.

Paolo Goldaniga, referente tecnico robot e coordinatore tecnico nord-ovest di Cortal Extrasoy

 

Tabelle personalizzate

L’altro delicato aspetto di cui si è occupato il team di Cortal Extrasoy al momento del passaggio alla mungitura automatizzata, è stato l’impiego del concentrato all’interno dei box robotizzati. “Naturalmente – ci spiega Paolo Goldaniga – insieme al mio collega Michele Pascoli, ci siamo confrontati non soltanto con Chiara, ma anche con l’alimentarista di fiducia della famiglia Orsini, Enrico Dubini, a cui spettava formulare il Pmr (Partial mixed ration) della mandria. Tutti insieme abbiamo studiato come dosare il nostro Mash Robot all’interno dei robot: siamo partiti con 2 kg per vacca al giorno, per passare dopo 1-2 mesi ai 3 kg al giorno, e successivamente all’impiego di tabelle standard, che fissavano i quantitativi da erogare sulla base della curva di lattazione di una Frisona ideale. Dopo altri 6 mesi siamo però passati definitivamente alle tabelle personalizzate, basate cioè sulle reali risposte produttive delle singole bovine. Oggi le bovine dispongono quindi, di media, dai 5 agli 8 kg di Mash Robot al giorno, a seconda della fase di lattazione in cui si trovano. Senza dimenticare infine il fatto che nei primi 60 giorni dal parto, al di sopra del nostro concentrato viene sprayzzato un mangime liquido zuccherino. Anche questa una soluzione concordata con Chiara e con il dottor Dubini”.

 

L’alimentarista Michele Pascoli di Cortal Extrasoy con Chiara Dubini
Nelle mangiatoie degli Ams le bovine possono consumare Mash Robot di Cortal Extrasoy, un mangime costituito per il 90% da pellet di unifeed, così da massimizzare l’ingestione di sostanza secca, e per il rimanente 10% da mais e soia coestrusi

 

Ingestione da record

E grazie alle cure alimentari profuse al robot e alla qualità del Pmr distribuito in mangiatoia, l’ingestione delle vacche di casa è schizzata su livelli mai centrati in precedenza: “parliamo di 32-33 kg di sostanza secca per capo al giorno – precisa l’alimentarista Enrico Dubini – ed è chiaro che a questi livelli, i 45 chili e passa di latte sono solo una conseguenza. Occorre però stare attenti a non cedere troppo sui titoli e ad amalgamare bene la razione, oltre che a riaccostarla di continuo, per non incorrere in fenomeni di acidosi che penalizzerebbero la fertilità della mandria”.

“Quello che da allevatore ho riscontrato – osserva Antonio – è che da quando abbiamo i robot, le vacche non soltanto producono alla grande, ma per giunta sono in forma, non sono minimamente stressate e non si ammalano mai, nemmeno nel delicato periodo del post-parto (vedi oltre), per cui possono finalmente trasformare in latte l’alimento in modo vantaggioso. Prima non c’eravamo mai riusciti”. “E rispetto a prima – rincara il fratello Paolo – è migliorata anche la longevità della mandria. Con buona pace di chi pensa che fare tanto latte significhi spremere le bovine come limoni, per poi doverle rottamare prematuramente”.

Grazie alle cure alimentari profuse al robot e alla qualità del Pmr distribuito in mangiatoia, l’ingestione è schizzata su livelli mai centrati in precedenza, intorno ai 32-33 kg di sostanza secca per capo al giorno

 

Svezzamento e pre-parto

“Un’altra svolta epocale nel percorso di crescita di quest’azienda – interviene ancora Enrico Dubini – riguarda la fase di svezzamento. Oggi il latte viene distribuito caldo e nelle giuste quantità per mezzo dell’allattatrice automatizzata, e al latte viene affiancato Fly Start di Cortal Extrasoy. Poi il latte viene sospeso e dopo qualche giorno a solo mangime, le vitelle dispongono dell’unifeed a secco che le nutrirà anche nei mesi successivi. In questo modo gli animali crescono velocemente e quando, dopo il primo parto, hanno accesso al robot, non sono mai sottopeso e hanno produzioni eccellenti. Non a caso qui all’azienda agricola Orsini, la media delle primipare è di 44,2 kg per capo al giorno”.

Ma per ciò che riguarda la produttività della mandria conta anche il fatto che l’incidenza delle malattie post-parto è tendente allo zero. “E questo – osserva ancora il dottor Dubini – dipende anche dal fatto che nella fase di pre-parto le bovine dispongono di un unifeed a secco, costituito in prevalenza da fieni poveri di potassio e ad elevata digeribilità, che vengono ben macinati per evitare qualsiasi forma di selezione alimentare”. 

L’unifeed a secco, con fieni poveri di potassio e ben macinati, offerto alle vacche in preparto

 

Ed è il servizio analisi di Cortal Extrasoy ad aiutare l’alimentarista di fiducia della famiglia Orsini a determinare la digeribilità dei fieni di prato, delle mediche e degli orzi in uso alla Cascina Pantanasco. “Ma i risultati delle analisi – osserva Paolo Goldaniga – sono utili anche a noi per proporre alla famiglia Orsini nuove colture o nuovi modi di condurre la campagna”. “Altrettanto preziose per impostare correttamente l’alimentazione del preparto – conclude il dottor Dubini – sono le analisi delle urine prelevate dal team di Cortal Extrasoy per quantificare la presenza di corpi chetonici. A queste analisi vengono poi affiancati gli esami ematici, finalizzati a monitorare alcuni parametri e alcuni rapporti, tra cui ad esempio il cosiddetto indice steatosi”. E il gioco è fatto.

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