di Serena Soffiantini
Lo sviluppo di questi ultimi anni è stato esponenziale, ma il futuro ci riserverà soluzioni per aumentare l’efficienza aziendale. Ne abbiamo parlato con Davide Gnesini, responsabile del Servizio Tecnico di Federunacoma.
“Le trasformazioni che caratterizzano gli ultimi anni in tema di modernizzazione sono sostanzialmente due – ci spiega Davide Gnesini, responsabile del Servizio Tecnico di Federunacoma. La prima è la progressiva elettrificazione, quindi il passaggio da varie soluzioni progettuali per le attuazioni, ad esempio idrauliche, a quelle realizzate con motori elettrici. Ad esempio, per alcuni carri semoventi per l’unifeed, questa evoluzione è estesa anche alla trazione dell’intero veicolo. L’altra è la sensorizzazione, incoraggiata dall’agricoltura di precisione e dall’agricoltura digitale. Lo scopo è quello di acquisire dati aziendali ed integrarli. Questi sono i filoni principali, al quale si affiancano gli sforzi nel campo dell’ingegneria meccanica classica per la messa a punto di macchine specifiche per necessità particolari in ambito agricolo.
Interscambialità dei dati
“Tornando ad uno dei punti precedenti – continua Gnesini, i dati che vengono raccolti ed utilizzati devono avere due caratteristiche imprescindibili: essere di alta qualità, quindi precisi ed affidabili, ed essere trasferibili fra diversi strumenti e software. È proprio a quest’ultimo aspetto che si rivolge il progetto AgIN della partnership internazionale Agricultural Industry Electronics Foundation (Aef), che punta proprio a promuovere l’utilizzo di un linguaggio comune fra i diversi costruttori di sistemi e tools, con formato e contenuti standard”. Un modo per porre rimedio alla giungla di formati diversi e non interscambiabili fra loro. Questo favorisce non solo l’integrazione di dati che vengono da apparecchiature diverse, ma anche la possibilità di ottimizzarne l’utilizzo da parte di altri, pensiamo ad esempio al mondo delle lavorazioni conto terzi. “Se l’azienda agricola ha sul suo cloud una certa serie di informazioni, raccolte autonomamente o dal terzista che è venuto a fare una determinata operazione agronomica, le operazioni successive potranno avvalersi di quei dati anche se svolte da altri, ed ottenere risultati sempre migliori: il concetto di agricoltura di precisione contiene questa insita tensione al costante affinamento”.
E questo è un po’ anche il concetto espresso dall’Intelligenza Artificiale: nell’attesa di vedere quale sarà l’applicabilità in campo zootecnico, va ricordato che essa è tanto più utile quanto più è “istruita” correttamente ed alimentata da dati corretti.
Motori sempre meno inquinanti
“Se parliamo nello specifico di motori, un altro effetto del processo evolutivo, è quello della riduzione delle emissioni inquinanti – precisa Gnesini. I motori delle macchine agricole devono rispettare il Regolamento UE 2016/1628, che è simile alla legislazione per le automobili, ed impone obblighi solo ai costruttori. Oggi siamo allo Stage V, che riguarda i motori di tutte le fasce di potenza e tiene le emissioni a un livello che possiamo graficamente esprimere come un puntino fatto con la penna su di un foglio A4, dove il foglio A4 rappresenta invece le emissioni prima che venissero introdotti tutti gli specifici regolamenti. Quindi di strada ne è stata fatta tanta”.
Il valore della semplificazione
Ma su quali ambiti impatta il progresso tecnologico? “Se la tecnologia è correttamente concepita – chiarisce Gnesini – l’agricoltore ne trae vantaggi senza alcuna penalizzazione. Da una parte riesce a gestire l’azienda affiancando alla propria esperienza il supporto dei dati reali, sulla scorta dei quali può prendere decisioni consapevoli. Dall’altra, se questa tecnologia è ben fatta, non serve impazzire per utilizzarla: la grande sfida è che essa sia fruibile a tutti e che semplifichi la vita. Se non è così, diventa un inutile appesantimento”.
Con una visione ampia sul processo di rivoluzione tecnologica tutt’ora in corso, come sono cambiati la vita ed il lavoro nel mondo zootecnico? “Senza dubbio in meglio – aggiunge Gnesini. Il problema dell’innovazione nel mondo agro-zootecnico è più che altro il primo scoglio legato alla proverbiale resistenza ad abbandonare le proprie abitudini, ma una volta che l’agricoltore prova con mano ha anche l’onestà intellettuale ed il pragmatismo di riconoscere i vantaggi della buona tecnologia”. E questo processo è senz’altro favorito dai finanziamenti ad esso legati e dalla spinta in questa direzione da parte delle nuove generazioni, nei confronti delle quali innovare significa rendere più appetibile l’impegnativa carriera dell’allevatore.
Sicurezza sul lavoro
“Il tema della sicurezza sul lavoro è particolarmente sentito da Federunacoma perché riteniamo che il progresso tecnologico possa contribuire enormemente alla causa. Una svolta epocale c’è stata con l’introduzione, per le trattrici, dell’obbligo dell’arco di protezione contro il rischio di ribaltamento, insieme alle cinture di sicurezza.
Ahimè, i trattori vecchi che questi dispositivi non ce li hanno ancora continuano a causare infortuni anche mortali. Da lì, l’evoluzione è stata costante non solo per le trattrici ma anche per tutte le altre macchine, grazie alla Direttiva Macchine, applicata in Italia sin dal 1996, ed alle norme di riferimento che descrivono nel dettaglio cosa prevedere per i diversi tipi di macchine al fine di evitare rischi per gli operatori. E alcune imposizioni in quest’ambito hanno richiesto anni di studi ingegneristici da parte dei costruttori”. Il futuro, insomma, non attende e i costruttori di macchine agricole non vogliono certamente restare indietro per offrire anche agli allevatori strumenti moderni per restare al passo con le nuove esigenze della collettività.
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